Giro d’Italia 2020, Mauro Vegni tira le somme: “Sono arrabbiato con la Jumbo, l’anno prossimo dormiranno al Colosseo…”

Mauro Vegni si apre e parla a 360 gradi del Giro d’Italia 2020. Il direttore della corsa rosa non ha avuto un’annata semplice nell’organizzare il Grand Tour italiano, che inizialmente previsto per maggio è slittato dal 3 al 25 ottobre, in una data di certo non particolarmente semplice per il clima italiano e per la collocazione in calendario. La competizione è stata anche segnata da situazioni uniche, come l’addio forzato della Mitchelton-Scott dopo ben cinque casi di positività al coronavirus in squadra e quello, meno atteso, della Jumbo-Visma a seguito del caso di Steven Kruijswijk, positivo al tampone sul coronavirus nel primo giorno di riposo.

Il direttore del Giro d’Italia si è raccontato in diretta Instagram a Lello Ferrara: “Abbiamo cercato di tenere la bolla integra con un grosso sacrificio personale, venivamo da un’estate in cui sembrava che tutto si fosse riaperto. Noi però non abbiamo voluto rischiare nulla. Volevamo tenere al sicuro sia i corridori che chi lavorava con me. Sono stati effettuati oltre 7000 controlli, quasi una Asl. Io sono sereno e non ho mai nascosto niente. Siamo stati sempre trasparenti: quello che avete letto è quello che è stato riscontrato”.

Vegni ha ripercorso gli abbandoni delle due squadre: “Sono arrabbiato con una squadra. La Mitchelton-Scott si è ritirata dopo averlo concordato con me, aveva un numero alto relativo ai soggetti in squadra. Con loro non sono arrabbiato, sono stati molto onesti. Hanno percepito che poteva esserci un problema maggiore e hanno chiesto licenza di fermarsi, io l’ho concessa immediatamente. Sono un pochino più arrabbiato con la Jumbo-Visma, non c’erano parametri tali da far pensare a un rischio. Se anche ci fossero stati, non è stato il modo in cui sono venuti a discutere. Si sono presentati a un quarto d’ora dalla partenza dicendo che non sarebbero partiti. Con loro sono più arrabbiato, chiaramente”.

Qualche parola attesa sulla protesta dei corridori: “De Gendt ha ritrattato un po’ tutto, dicendo che aveva interpretato male alcune situazioni non legate al Giro, e che quindi si scusava. Un manager di una squadra francese (Madiot, ndr), ha detto che se non si vuole fare fatica si deve cambiare mestiere. Con i corridori in gruppo basta che uno dice ‘oggi non partiamo’ e si crea la comunella. Il mio rammarico è che non è stato all’altezza chi dovrebbe guidare il mondo degli atleti. Non si possono avanzare pretese a 5 minuti dal via. Nessuno mi ha mai interpellato prima per un problema tale. Oltretutto avete visto anche voi com’è andata la tappa, non hanno beccato la pioggia. Non mi è sembrata una risposta corretta per il pubblico lì. Mi dà un po’ fastidio anche che arrivino corridori di Paesi esteri e vengano a dettare legge in casa nostra“.

Infine qualche battuta sul Giro d’Italia 2021: “Sulla carta è già pronto, con il lockdown non posso andare a vedere niente. C’è da fare la verifica sul territorio della possibilità che il territorio ospiti le tappe. La presentazione probabilmente sarà a gennaio attraverso il sito, pensiamo che non sarà possibile pensare di farla in studi TV o teatro. Molto probabilmente sveleremo il Giro 2021 a metà gennaio. L’anno prossimo manderò la Jumbo-Visma a dormire nelle stalle? No, al Colosseo…“.

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