Giro d’Italia 2026, l’ultima creatura di Mauro Vegni: “È un Giro moderno. Vingegaard? Penso sia un’ambizione per tutti i grandi corridori poter annoverare i tre GT nel palmares”

Il percorso del Giro d’Italia 2026 presentato oggi è stato l’ultimo disegnato da Mauro Vegni. Direttore della Corsa Rosa sin dal 2014, ma da trent’anni coinvolto nell’organizzazione del GT italiano e delle altre gare targate RCS Sport, il 66enne lascerà il suo ruolo a febbraio e cederà il timone a qualcun altro, anche se al momento sembra che non verrà sostituito da una figura analoga, ma da una struttura più articolata e collegiale. Il Giro 109, che il prossimo 8 maggio prenderà il via dalla Bulgaria, è stato quindi la sua ultima creatura, con un tracciato che appare nel complesso piuttosto equilibrato e che lo stesso Vegni definisce moderno.

Quest’anno abbiamo pensato a un Giro più moderno, con tappe meno lunghe ma insidiose per gli uomini di classifica, alternate con altrettante tappe medio-lunghe per tutti quelli che vogliono trovare un loro ambito all’interno della classifica generale – ha spiegato durante la presentazione – Abbiamo sette tappe con arrivi in salita, altrettante di volata, una sola cronometro, ma molto più lunga delle altre del passato; messo tutto insieme, rappresenta un Giro moderno”.

In precedenza, il 66enne era intervenuto ai microfoni di Eurosport per parlare di questa sua ultima volta da architetto del Giro: “Sono tranquillo perché ho fatto il mio lavoro anche questa volta. È la mia ultima creatura, ma dopo di me ci saranno altri, per cui sono tranquillo. È un Giro bello, speriamo che i corridori in qualche modo lo onorino“. Tra i momenti migliori dei tanti anni trascorsi come direttore, Vegni ne ricorda uno in particolare: “Nel 2018 quando siamo partiti fuori continente da Gerusalemme e abbiamo unito Gerusalemme a Roma, poi purtroppo gli eventi sono cambiati notevolmente, ma rimane comunque una grandissima esperienza”.

Il nativo di Cetona non ha voluto sbilanciarsi sulla possibile presenza al via di Jonas Vingegaard: “Girano tutte queste informazioni e notizie sui giornali e sui media esteri, però io finché non li vedo alla partenza non sono mai sicuro. Anche quest’anno sembrava quasi fatta per Vingegaard e poi alla fine non è venuto, quindi aspetterei a fare la lista dei partenti. Penso che sia un’ambizione per tutti i grandi corridori poter annoverare i tre Grandi Giri nel loro palmares, a lui manca solo il Giro d’Italia e credo che per lui sia un’occasione importante esserci a questo Giro“.

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