Federazione Italiana, Silvio Martinello apre alla candidatura a presidente

Silvio Martinello a tutto campo nel mondo del ciclismo. Il campione olimpico su pista di Atlanta 1996 e cinque volte iridato dei velodromi ha parlato, in un’intervista rilasciata al Mattino di Padova, della situazione attuale dello sport del pedale, del Giro d’Italia 2020 e anche dei suoi progetti futuri, che potrebbero prevedere una “discesa in campo” nel mondo della politica federale italiana. Tanti i temi toccati, quindi, dal 56enne, fra cui la Corsa Rosa del prossimo anno, che vivrà tappe importanti proprio nel suo Veneto, fra cui la “Crono del Prosecco”.

“Il percorso del Giro? Si adatta senza dubbio alle caratteristiche di Vincenzo Nibali – ha dichiarato Martinello – Per lui sarà uno degli appuntamenti-chiave della stagione 2020. Ci sarà Romain Bardet e credo avremo altri protagonisti stranieri, perché la vicinanza della conclusione del Tour de France 2020 all’appuntamento dei Giochi Olimpici di Tokyo, con soli sei giorni di distacco, potrebbe spingere molti a sposare scelte diverse. È un Giro che strizza l’occhio agli scalatori, anche se dovranno limitare i danni rispetto ai grandi specialisti della corsa contro il tempo”.

Martinello ha parlato anche dello stato di salute del ciclismo italiano. “Non credo proprio che tutto sia da gettare via – ha commentato il vincitore di due tappe al Giro d’Italia – Lo dimostrano i risultati che gli atleti riescono a raggiungere, nonostante le grandi difficoltà in cui si muovono, soprattutto dal punto di vista economico. Siamo tornati a rappresentare qualcosa di significativo nella pista mondiale dopo tanto tempo, siamo una realtà consolidata, sia in campo maschile che in quello femminile, nelle specialità di endurance, mentre in quelle della velocità qualche segnale positivo lo cogliamo tra le donne, a differenza degli uomini, dove non esiste un settore vero e proprio, e parliamo di specialità che mettono in palio ben sei titoli olimpici”.

Il problema più grande, per l’oro di Atlanta 1996, è “il reclutamento giovanile è tra le difficoltà maggiori che si stanno incontrando, il problema della sicurezza in molte famiglie agisce da freno per far correre i propri figli. Una valida alternativa sarebbero gli spazi chiusi o tutelati, pensiamo quindi alle attività alternative alla strada, come la pista, il fuoristrada, la Bmx, diventata fra l’altro specialità olimpica. Le risorse sono quelle che sono, ha commentato l’ex velocista padovano durante l’intervista – ma credo che manchino anche progetti di qualità, cercando di coprire tutto il territorio nazionale, perché al di sotto della Toscana l’attività ciclistica è ai minimi storici o quasi”.

Ecco, quindi, che Silvio Martinello sta pensando a mettersi in gioco in prima persona nella gestione del ciclismo italiano. “Candidarmi alla presidenza della Federazione ciclistica italiana? È un’idea che non ho mai preso in considerazione prima, perché, tra cose personali e impegno con la televisione, che mi portava lontano da casa 150 giorni l’anno, non avrei avuto né il tempo né la disponibilità per pensarci. Adesso, invece, potrei ragionarci con attenzione. Sto cercando di capire se esista veramente, all’interno del sistema, la voglia di cambiamento che molti auspicano. Se così fosse, non mi tirerei indietro. In caso di successo, ci troveremmo di fronte a una totale rottura con ciò che c’è stato sino ad oggi, quindi con un’impostazione completamente nuova”.

Le elezioni per la Fci sono previste per l’inizio del 2021. Sicuro concorrente per il ruolo di numero 1 federale sarà il presidente uscente Renato di Rocco, e si parla anche della possibilità di candidatura da parte di Mauro Vegni: “La primavera del prossimo anno potrebbe essere il momento giusto per comunicare se ci sarà o meno il mio ok a costruire una squadra in grado di migliorare la situazione e riportare il ciclismo italiano, politicamente, agonisticamente e sportivamente, dove merita di essere”.

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Un commento

  1. Non so’ chi sara’ eletto ma so’ di certo quali precedenze dovra’ dare il futuro Presidente della Federazione Ciclistica Italiana:

    1°Aiuti economici alle societa’ di Esordienti,Allievi,Juniores attraverso un piano di sviluppo che preveda un piu’ significativo rapporto con le aziende locali,nazionali ed internazionali interessate all’attivita’ ciclistica.Naturalmente,la consistenza delle sovvenzioni si basera’ sull’attivita’ annuale di ciascun atleta.Per aiutare le squadre del Centro sud ed isole,il punteggio dovra’ considerare i chilometri percorsi dalla sede societaria alla gara effettuata.

    2°Recuperare i giovani delle “grandi citta” attraverso numerosi punti d’incontro in cui si parli e si faccia ciclismo in sicurezza rassicurando le famiglie.Ovvero?Tanti CICLODROMI.Roma,la capitale d’Italia non ha un’impianto!

    3°Il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana deve impegnarsi con tutto se stesso sul fronte della SICUREZZA STRADALE dei suoi tesserati.Lo stato di cose attuali è inaccettabile.Deve intensificare e promuovere incontri istituzionali di alto livello con Ministri,Presidenti Regionali e Sindaci.Cosa deve chiedere oltre ai ciclodromi precedentemente nominati?
    -Campagne pubblicitarie per il maggior rispetto dei ciclisti sulla strada.
    -Ciclovie separate dalla viabilita’ ordinaria fuori delle citta’.
    -La corsia di rispetto ovvero la Bike Lane laterale(con lisciatura del manto asfaltato)delimitata dalla Banda Rumorosa su tutte le strade come nelle nazioni del nord Europa.
    -Ispettori di percorso piu’ esigenti nell’approvazione delle gare.
    -consigliare gli organizzatori a decidersi verso circuiti chiusi al traffico di 5-7 km.

    Gianfranco Di Pretoro

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