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Giro d’Italia 2018, il rammarico di Coledan: “Purtroppo c’erano 200-300 metri in più”

Successo sfiorato per Marco Coledan al Giro d’Italia 2018. Il corridore veneto ha provato a regalarsi la prima vittoria tra i professionisti con un’azione da finisseur all’ultimo chilometro della tredicesima tappa della Corsa Rosa, con arrivo a Nervesa della Battaglia, non lontano da casa. Partito veramente forte sotto la flamme rouge, il corridore della Wilier – Selle Italia sembrava aver accumulato un buon vantaggio, venendo tuttavia poi ripreso dal gruppo, lanciato a tutta velocità, a soli 300 metri dal traguardo.

L’ex corridore della Trek-Segafredo teneva particolarmente alla tappa odierna che si concludeva a pochi chilometri da dove vive e si allena. Al termine della tappa ha commentato la sua azione ai microfoni della Rai: “Ci ho provato, ho visto che avevano rallentato davanti, oggi ci tenevo particolarmente perché sono in casa, abito molto vicino a qui. Ero un po’ indietro al chilometro e mezzo, ho sfruttato molto bene il lavoro della LottoNL-Jumbo e ci ho provato. […] Purtroppo c’erano 200-300 metri in più”.

Nonostante l’evidente delusione per non essere riuscito a portare il primo successo di tappa alla formazione Professional in questo Giro, il corridore ventinovenne è comunque felice per la vittoria ottenuta da Elia Viviani (Quick-Step Floors): “Ho visto che il buco l’ha chiuso Modolo, poi Elia l’ha saltato. Son contento perché qui in Veneto ha vinto un veneto, quindi va sempre bene”, aggiunge con il sorriso.

Infine, per concludere, una riflessione su quello che è stato fino ad ora il Giro della sua formazione. Diretta dal vulcanico Luca Scinto, la Wilier-Selle Italia finora non è stata particolarmente fortunata, dovendo rinunciare già nella prima metà della Corsa Rosa ai suoi uomini più importanti: “Il nostro obbiettivo è farci vedere, onorare la WildCard rd. Purtroppo, il Giro non è partito nel migliore dei modi con la perdita subito di Pippo (Pozzato) […] Poi abbiamo perso anche Zardini e Mareczko. Abbiamo comunque portato a casa un secondo posto, un quarto e un sesto. Siamo tutti i giorni in fuga, diciamo che ci facciamo vedere”.


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