Milano, Roma e Torino puntano sulle bici: incentivi all’acquisto e più ciclabili per garantire sicurezza e combattere traffico e smog

La bicicletta come mezzo privilegiato per la fase due. Non solo dunque la possibilità di tornare ad allenarsi che potrebbe iniziare a concretizzarsi dal 4 maggio, ma sono molte le amministrazioni locali che stanno seriamente considerando la possibilità che la bici, nelle sue varie declinazioni, possa essere un forte strumento durante la progressiva fuoriuscita dal lockdown. Uno scenario che chiaramente ci fa augurare che questo possa anche tramutarsi in una nuova mobilità anche oltre, ripensando il ruolo dei ciclisti nella normale vita di tutti i giorni e nella viabilità quotidiana. Sono vari gli scenari a cui si sta pensando, ma le grandi città (Bologna, Milano, Roma e Torino in prima linea) sembrano tutte allinearsi a questa linea di pensiero in cui la bici è elemento centrale. Tutto nasce dalle esigenze di garantire la sicurezza: la scorsa settimana, con una lettera della FIAB alla sindaca di Roma in risposta alle problematiche legate al trasporto pubblico e alla difficoltà di gestione delle misure di sicurezza imposte dai decreti anti-covid.

La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta aveva dunque proposto un piano di mobilità che sostanzialmente si basa sull’introduzione di divieti ad alcune strade ad alcuni mezzi, riservandole alle biciclette o ai mezzi più leggeri (monopattini, ecc). Nel caso specifico si parlava di restringere o limitare alcune carreggiate stradali come il giro delle Mura, l’asse Tuscolana-Nomentana, l’asse Nomentana-Ostiense, l’asse Piazza Venezia – v.le Trastevere – Circ.ne Gianicolense, l’asse Tiburtino da Ponte Mammolo al Polo universitario la Sapienza, consentendo anche il transito nelle corsie preferenziali. La proposta inoltre prevedeva di limitare la velocità a 30km/h in alcuni tratti, creando campagne di comunicazione per la mobilità dolce e sostenibili, oltre alle agevolazioni per l’acquisto di biciclette.

Anche a Bologna si valuta “una rete ciclabile di emergenza”, proposta dalla Consulta della Bicicletta, insistendo sulla necessità di lavorare a una pianificazione per la fase due, in cui siano analizzate le mutate condizioni in cui si trovano a muoversi i cittadini. Necessità che possano tener conto anche dei miglioramenti della qualità dell’aria registrata in tutte le città in questo mese in seguito alla chiusura e conseguente diminuzione del traffico. Inoltre, “sono in corso ricerche che porterebbero a collegare la diffusione del virus con la presenza di polveri sottili nell’aria”, sottolineano gli ambientalisti, ricordando gli esempi di numerose città nel mondo che proprio in questo periodo di forte emergenza si sono affidate alla mobilità dolce.

Un contesto che ha portato Legambiente a scrivere all’ANCI (Associazione Nazionali Comuni Italiani), proponendo cinque ricette per sviluppare la mobilità sostenibile. Molti di questi punti coinvolgono naturalmente la bicicletta, con “creazione e sviluppo di piste ciclabili” e “incentivi all’uso delle due ruote elettriche”, oltre ad un implemento del bike-sharing assieme ad altri sistemi di mobilità sostenibile. A sua volta l’ANCI ha dunque cominciato a discuterne con il Governo centrale, per trovare strategie a sostegno del progetto.

I suggerimenti sembrano dunque essere arrivati alle amministrazioni locali, che hanno così cominciato a valutare concretamente soluzioni. A Milano, ad esempio, il sindaco Giuseppe Sala ha ipotizzato che le biciclette elettriche possano risolvere il problema del sovraffollamento del trasporto pubblico, ipotizzando con la task force che il Governo ne finanzi l’acquisto. Ovviamente, il Comune sarebbe poi pronto “a fare in modo che le biciclette possano circolare meglio“.

Anche Torino ha fatto proprie alcune idee, con la Consulta della mobilità ciclistica e della moderazione del traffico di Torino che ha ipotizzato la possibilità di chiudere alle auto i controviali, riservandoli alle sole bici e, più in generale, agli altri mezzi di traffico dolce. Un progetto che la Sindaca Chiara Appendino vede di buon occhio, consapevole della necessità di “fare investimenti sulla mobilità individuale sostenibile” che necessiterà “di una accelerata per affrontare questa fase”, in cui bisogna assolutamente evitare il ricorso ai mezzi privati inquinanti e congestionanti, in parallelo al trasporto pubblico che necessariamente, per garantire le misure di sicurezza, non potrà accogliere la normale utenza.

Roma a sua volta si prepara al nuovo contesto, come ha spiegato oggi la Sindaca Virginia Raggi a Radio Cusano Campus: “Nella ripresa, per evitare che le nostre città siano invase dalle auto, stiamo lavorando su alcune direttrici comuni: privilegiare per chi può il trasporto attraverso bici o mezzi dolci come monopattini. Stiamo lavorando per realizzare rapidamente delle corsie ciclabili, stiamo pensando di dedicare a Roma le controlaterali delle strade grandi alla ciclabilità”. Per questo è stato già richiesto al governo di “riaprire velocemente i negozi di biciclette”, incoraggiando inoltre l’acquisto di bici elettriche attraverso incentivi. L’obiettivo confermato è “scoraggiare il traffico privato perché, pur rimettendo a regime il trasporto pubblico, rischiamo di essere invasi dalle auto”.

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Un commento

  1. Gianfranco Di Pretoro

    Nonostante tanti morti,tanti infettati,gia’ si programma la seconda fase del Covid 19.Naturalmente,il pericolo maggiore rimane sempre il contatto ravvicinato delle persone.Salire sui mezzi pubblici,convivere tante ore con i colleghi,andare al cinema,al supermercato,in farmacia,al ristorante, è sicuramente piu’ rischioso che camminare o pedalare isolati.
    In questi giorni,Giuseppe Conte,Ministri ed opinionisti,in previsione che i mezzi pubblici saranno limitati nell’accesso dei viaggiatori con la conseguente invasione dell’auto privata sulle strade,insistono con lo smart working e consigliano per le brevi distanze,di recarsi al lavoro con la bicicletta,al limite elettrica.
    MERAVIGLIOSO!L’ambiente e la salute ringrazieranno.
    Purtroppo,taluni si improvviseranno ciclisti,spesso su veloci bici elettriche,in una citta’ con scarse infrastrutture ciclabili,strade gruviera e motorizzati,a dir poco irruenti verso chi pedala,senza avere, per giunta, l’esperienza e le abilita’ del caso.
    Questo mi preoccupa non poco!
    In attesa della realizzazione di piu’ infrastrutture ciclabili(Foto 2)sara’ decisivo destare subito l’attenzione dei motorizzati verso l’utenza ciclistica ,notoriamente ritenuta piu’ debole.
    Come avviene in televisione o sui mezzi pubblici delle nazioni piu’ civili,si insiste molto con la PUBBLICITA’ PROGRESSO nell’interesse di chi pedala.Di seguito alcuni esempi :

    -Il ciclista risparmia soldi-foto 3
    -Rispetta il ciclista-foto 4
    -Prestare attenzione all’apertura dello sportello auto-foto 5
    -No al telefonino quando si guida-foto 6
    -Non parcheggiare in modo incivile-foto 7

    Per i ciclisti:
    -Attenzione alle buche improvvise-foto 8
    -Ciclista,fatti notare-foto 9
    -Pedala a destra senza distrarti-foto 10
    -Segnala ogni deviazione-foto 11
    -Indossa il casco protettivo-foto 12

    Gianfranco Di Pretoro
    Presidente G.D.P.

    Allegate alcune foto

    Roma,19 4 2020

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