Freccia del Brabante 2026, Benoît Cosnefroy ripreso nel finale, chiude terzo: “Oggi speravo in qualcosa di più per le gambe che avevo”
Benoît Cosnefroy centra il podio alla Freccia del Brabante 2026 dopo una prova all’attacco. Il francese nella giornata di oggi ha dimostrato di avere di avere grandi gambe, andando in fuga negli ultimi 30 chilometri, venendo ripreso ai piedi del muro finale e, nonostante lo sforzo, riuscendo a trovare le energie per conquistare il terzo posto. La corsa fiamminga è stata vinta da Anders Foldager (Jayco-AlUla) davanti a Quinten Hermans (Pinarello – Q35.5 Pro Cycling) e allo stesso Cosnefroy. Il corridore della UAE Team Emirates–XRG ha dichiarato infatti che, vista l’ottima condizione, avrebbe sperato in qualcosa di più; tuttavia, considerando che il tentativo in fuga non è andato a buon fine, questo risultato resta positivo anche in vista dei prossimi appuntamenti.
“Meglio il podio che finire in coda al gruppo, ma oggi speravo in qualcosa di più per le gambe che avevo. Mi sentivo molto bene e pensavo che non sarebbero riusciti a rientrare – ha dichiarato il classe 1995 ai nostri microfoni al termine della corsa – Abbiamo avuto una buona intesa, ma i due Alpecin (Tibor Del Grosso e Ramses Debruyne, nrd.) hanno un po’ frenato il gruppetto perché hanno scelto di non sacrificare nessuno. Nel finale quindi ci siamo fatti riprendere”. Nonostante il tentativo di fuga non andato a buon fine, Cosnefroy non si è lasciato scoraggiare, prendendo parte alla voltata. “Burgaudeau ha fatto poi una bella azione e ha creato una volata lunghissima che mi ha visto restare chiuso ai 300 metri, quando forse sarei dovuto partire. È facile dirlo col senno di poi, ma in quel momento volevo partire ai 200 ed è quel che ho fatto, ma era troppo tardi“, ha ammesso il francese analizzando lo sprint.
Gli resta un po’ di amaro in bocca per le sorti della fuga che avrebbe potuto consentire, forse, un epilogo differente: “Ho centrato il podio, che è buono, ma le gambe erano molto buone. Abbiamo speso molto già per entrare in quel tentativo. Non era facile gestirsi e abbiamo tutti dovuto un po’ recuperare. Nel lungo rettilineo che portava alla salita finale c’era vento contrario e penso che tutti cercassimo di recuperare, senza dare il 100%. Penso che tutti pensassimo che la Alpecin – Premier Tech avrebbe sacrificato qualcuno per restare davanti, mantenendo quei 10-15 secondi che sarebbero bastati. Ma non è andata così e non abbiamo saputo conservare quei secondi di vantaggio”.
Guardando al futuro prossimo, ovvero alla Amstel Gold Race che si correrà domenica, il corridore della UAE Team Emirates–XRG preferisce non sbilanciarsi: “In questo ciclismo bisogna prendere quel che si può nel giorno giusto. La Amstel è una bella corsa in cui spero di poter fare bene, ma è una corsa diversa, con salite diverse, un circuito diverso e più chilometri. Sarà una giornata diversa”.
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