© Sebastian Marcovici / Focus Photos Agency

Qhubeka-NextHash, Fabio Aru chiuderà la carriera al termine della Vuelta: “Non è stato facile prendere questa decisione”

Fabio Aru lascerà il ciclismo al termine della Vuelta a España 2021. Il corridore sardo ha scelto di concludere la sua carriera da professionista al termine del GT iberico che lo ha visto vincitore nel 2015. Dunque, quella che inizierà sabato 14 agosto sarà l’ultima corsa di una carriera che, dopo un inizio davvero promettente, negli ultimi anni, purtroppo, è stata condizionata da diversi problemi fisici. Ricordiamo che durante i suoi dieci anni da professionista, oltre alla Vuelta del 2015, può vantare due podi al Giro d’Italia (terzo nel 2014 e secondo nel 2015), sette vittorie di tappa nei Grandi Giri (3 al Giro, 2 alla Vuelta e una al Tour de France), oltre alla vittoria dei Campionati Italiani nel 2017.

Questo il lungo messaggio con cui Aru ha spiegato le motivazioni del suo ritiro: “Prendere questa decisione non è stato facile ma è qualcosa a cui penso e discuto con la mia famiglia da tempo. Corro in bicicletta da 16 anni e da più di un decennio da professionista, ma ora è giunto il momento di dare la priorità ad altre cose nella mia vita, alla mia famiglia. Durante la mia carriera, come ti dirà ogni ciclista, si passa molto tempo lontano da casa e per me è arrivato il momento giusto per stare con la mia famiglia.

Ho avuto la fortuna di realizzare il mio talento nelle corse più importanti, e insieme ai miei compagni di squadra festeggiare incredibili successi. Spero di essere stato in grado di dimostrare i veri valori della sport durante la mia carriera e di rendere le altre persone orgogliose.

Voglio anche esprimere un profondo senso di gratitudine a tutti i miei ex compagni di squadra e agli staff delle mie ex squadre – Astana e UAE Team Emirates – che mi hanno supportato durante la mia carriera. Abbiamo condiviso alcuni momenti incredibili di cui sarò per sempre grato.

Infine, voglio rendere un omaggio speciale al Team Qhubeka NextHash. All’interno della nostra organizzazione parliamo dello spirito di Ubuntu – lo sono perché lo siamo – e questo senso di unione, in un momento in cui il mondo ne ha più bisogno, è stato fantastico per me farne parte.

Devo ammettere che quando sono entrato a far parte del team ero consapevole che era speciale, diverso, ma non avevo una reale comprensione di come sarebbe stato veramente. Questa squadra, senza dubbio, è assolutamente unica non solo nel ciclismo ma in tutto lo sport, sono incredibilmente orgoglioso di correre qui e onorato di concludere il mio periodo da professionista con loro.

Dopo alcuni anni difficili, nel 2021 sono stato in grado di correre di nuovo a un livello di cui sapevo di essere capace, mentre sorridevo sulla bicicletta. Questa è una vittoria in sé e qualcosa di cui sarò per sempre grato.

Voglio esprimere i miei più sinceri ringraziamenti a Douglas Ryder, Lars Michaelsen, Gabriele Missaglia, Mattia Michelusi e a tutto lo staff della squadra e ai miei compagni, è un onore essere vostro compagno di squadra.

Nel nostro team parliamo di speranza, opportunità e piattaforma per poter cambiare la vita con la bicicletta. Aver fatto la mia parte in questo sarà qualcosa che mi resterà nel cuore per il resto della mia vita, e sarò per sempre un sostenitore di questo progetto.

Continuerò ad andare in bicicletta perché è quello che amo fare ma per ora sono concentrato a correre la Vuelta a Espana al meglio delle mie capacità con i miei compagni di squadra del Team Qhubeka NextHash; è giusto che il mio viaggio finisca qui in Spagna, un luogo e una gara di cui ho ricordi incredibili”.


• SpazioCiclismo è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, per restare sempre aggiornato sulle ultime notizie di ciclismo seguici qui
Ascolta SpazioTalk!
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *