© RFEC

Spagna, il governo vieta la bici anche ai professionisti

Mentre in Italia la questione è dibattuta, in Spagna il governo è stato esplicito: niente bici, neanche per i professionisti. Se nel nostro paese quantomeno i ciclisti professionisti possono allenarsi regolarmente per strada, nella nazione iberica l’autorità ha deciso per il blocco totale. Due settimane di stop completo per tutti gli atleti che non possono allenarsi in strutture chiuse, oltre che ovviamente a casa sui rulli è la conseguenza del decreto imposto dal primo ministro nella notte. Un divieto assoluto che la Spagna ha preso dopo l’impennata di casi degli ultimi giorni salendo fino a raggiungere ormai gli 8.000 casi, seconda solo al nostro paese nel Vecchio Continente.

Sono decine i professionisti stranieri, senza contare tutti gli spagnoli, che vivono nel paese e che a questo punto non potranno più allenarsi in strada per i prossimi 15 giorni. In Spagna, da stamani non si può infatti uscire se non per andare a lavorare, comprare cibo o medicinali, oppure prendersi cura di persone anziane o che hanno bisogno di assistenza. Contrariamente a quanto avviene da noi, le misure dunque non contemplano attività motorie di alcun tipo, né la possibilità di avere deroghe per i professionisti, ai quali non viene riconosciuto l’allenamento come lavoro. Una decisione che per alcuni non sarà così semplice da accettare.

Oltre alla chiusura di scuole, bar, ristoranti e quasi tutti i negozi, oltre ai parchi, musei e spiagge, la polizia spagnola dunque stamani ha spiegato a tutti, pedoni, ciclisti e automuniti, che devono limitare gli spostamenti alle ragioni di cui sopra. A niente sono valse le rimostranze di alcuni atleti di alto livello, non solo ciclisti dunque ma anche corridori, con il governo che ha chiaramente fatto sapere che la misura si applica a tutti. Le ragioni sono sostanzialmente le stesse addotte in Italia, ovvero il rischio di contagio ovviamente, ma anche il pericolo di eventuali infortuni che andrebbero a caricare ancora di più il sistema sanitario nazionale così fortemente sotto stress dall’emergenza in atto.

Come già successo da noi, molti i professionisti che hanno fatto propri gli appelli del governo usando l’hashtag #YoMeQuedoEnCasa. Tra questi anche Alberto Contador, che ad esempio ha proposto un allenamento tutti assieme oggi pomeriggio tramite il proprio profilo instagram. Chi invece decidesse comunque di andare in strada in bici senza un motivo riconosciuto come valido rischia una multa dai 100 ai 6.000 euro.

pub • SpazioCiclismo è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, per restare sempre aggiornato sulle ultime notizie di ciclismo seguici qui
Ascolta SpazioTalk!
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.