© Wilier - Selle Italia

Pozzato: “Il ciclismo ha una mentalità antica, penso che il più forte ora sia Dumoulin”

Filippo Pozzato ha ufficialmente iniziato la sua nuova vita. L’ex corridore della Wilier-Selle Italia si sta dedicando a tutti gli effetti alla sua vecchia passione per l’hockey su pista, sport che praticava da ragazzino. Il corridore da classiche non ha del tutto dimenticato il ciclismo, entrando nel progetto della BeltramiTSA-Hopplà, ma ora può guardare alle due ruote con maggiore distacco. Vincitore della Milano-Sanremo 2006 e della Tirreno Adriatico 2003, ha incantato i tifosi italiani con il suo modo di fare istrionico e con la sua simpatia in gruppo. Soltanto al termine della scorsa stagione ha scelto di appendere la bicicletta al chiodo, diciannove stagioni dopo il suo debutto in Mapei Quick-Step.

Il veneto ha rilasciato un’intervista a Marca, in cui ha parlato della sua nuova vita: “L’hockey su pista è sempre stata una mia passione da piccolino, ora mi è possibile praticarlo come hobby e lo faccio tutte le settimane. Quando non so lavorando, vado ai campionati. È molto bello e mi diverto parecchio. Non ho più avuto tempo per il ciclismo, da ottobre avrò usato la bicicletta dieci volte al massimo. Quando avrò più tempo mi andrò ad allenare, la bicicletta è il più grande amore della mia vita e non è possibile stare senza di lei”.

Il classe ’81 ha parlato della situazione attuale del movimento italiano: “Penso che il nostro ciclismo stia bene e abbiamo molti corridori che hanno vinto negli ultimi anni: Viviani, Trentin, Colbrelli… Per le classiche possiamo ottenere un buon risultato, e per i Grand Tour abbiamo Nibali, che penso che ancora adesso sia al livello di Dumoulin o Froome. Certamente ha 35 anni, però è forte e credo che l’anno scorso avrebbe potuto vincere o salire sul podio se non avesse avuto sfortuna”.

Pozzato ha poi fornito la sua opinione sui corridori attuali: “Credo che, almeno in questo momento, il più forte sia Dumoulin. Lo vedo come Indurain, nel senso che ha molta classe in salita ed è molto molto forte a cronometro, e penso che sia il migliore nei Grand Tour. Sicuramente sarà complicato per lui vincere il Tour, se farà anche il Giro. Per il Giro credo che anche Nibali possa essere un favorito, lo vedo con possibilità di vittoria”.

Infine l’ex ciclista ha esposto qualche considerazione sul movimento internazionale attuale: “Vorrei molti cambiamenti. La mentalità è molto antica. È uno degli sport più belli del mondo e credo che si debba innovare molto e debba cambiare tanto. I giovani sono la chiave. Ho una squadra under-23 che corre con una mentalità un pochino differente. Voglio cambiare un po’ il marketing nel ciclismo, perché siamo nel 2019 e non si può avere la mentalità del secolo scorso. Tutto è cambiato molto, con la globalizzazione, e credo che le strutture si debbano evolvere”.

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