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Pantani, a 15 anni dalla morte il caso è tutt’altro che chiaro: “La realtà ufficiale discosta completamente dal racconto di molti testimoni”

Non trova pace Marco Pantani. Scomparso il giorno di San Valentino di 15 anni fa, il Pirata è ancora nel cuore di molti e le circostanze della sua morte continuano a far parlare. Malgrado il 25 giugno 2016 il caso sia stato ufficialmente archiviato, la sensazione di molti è che la giustizia non sia stata in grado di far emergere davvero cosa sia successo quella notte, alimentando così quel sapore amaro che ha caratterizzato gli ultimi anni del campione romagnolo. Alla vigilia della ricorrenza si continua a dibattere molto sulla sua tragica scomparsa, circostanza mai realmente chiarita tra suicidio per overdose, involontaria assunzione eccessiva o omicidio. Da quando il suo corpo senza vita è stato ritrovato quella maledetta sera di 15 anni fa in un hotel di Rimini, se ne discute e continuano ancora ad emergere nuovi dettagli e testimonianze che sembrano contraddire quella che attualmente è la verità processuale.

La realtà ufficiale discosta completamente dal racconto di molti testimoni, che non si conoscono neppure fra di loro” spiega De Rensis, l’avvocato della famiglia Pantani, parlando della sua morte a Le Iene. Nel servizio andato in onda ieri sera (attenzione, le immagini sono molto forti) il programma televisivo ha dunque mostrato nuove testimonianze, come quella ad una prostituta, ma soprattutto quella di un uomo, rimasto anonimo, che rivela come “non è vero che il giorno prima dormiva lì” (ovvero all’hotel Le Rose di Rimini). Se per la giustizia il caso è chiuso affermando che “l’unica conclusione possibile” è che “Marco fu vittima, per sua mano, di quelle stesse sostanze in cui aveva cercato disperatamente sollievo“, le perplessità sono ancora molte, ovviamente a partire da mamma Tonina, che continua a chiedere la verità.

Non bastano alla signora Pantani i patteggiamenti di Fabio Miradossa (lo spacciatore che fornì la cocaina) e di Ciro Veneruso (colui che materialmente portò la dose a Marco). Non basta l’archiviazione decisa dal Gip di Rimini di ormai tre anni fa, chiudendo un caso che era stato riaperto dopo tante difficoltà nel 2014, così come la conferma della Cassazione. La famiglia combatte ancora, convinta che il Pirata “è stato ammazzato“. Mamma Tonina è perentoria: “Conoscevo molto bene mio figlio. Ne sono ancora più convinta, la mia battaglia per la verità continua. Spero si riaprano le indagini”.

Il servizio della nota trasmissione si sofferma nuovamente su alcuni dettagli come la bottiglia d’acqua mai analizzata per cercare impronte, la presenza di una pallina di cocaina vicino al cadavere che i primi soccorritori dichiarano di non aver visto, oppure il lavandino del bagno che i primi ad entrare nella stanza ricordano divelto, ma che dal video della polizia scientifica risulta regolarmente installato al muro. Ma c’è anche altro, con alcune dichiarazioni sinora mai emerse che fanno pensare: una ragazza che lo conosceva (e che secondo testimonianze di un’altra prostituta sarebbe addirittura stata con lui quella notte) sembra aver paura della riapertura delle indagini, il proprietario di un bar nel quale Pantani andò il giorno prima non è stato mai sentito e quella di un receptionist di un altro albergo, che dice di aver registrato la presenza del Pirata la notte precedente. Tante ipotesi che cozzano rispetto a quanto ricostruito dalle indagini ufficiali, secondo le quali Marco si era isolato dal suo arrivo a Rimini il 9 febbraio. Molti testimoni parlano anche di inquinamento delle prove, di litigi tra Polizia e Carabinieri…

Porteremo il filmato alla Procura di Rimini e chiederemo nuovamente la riapertura dell’indagine“, annuncia dunque l’avvocato De Rensis, che evidentemente spera anche con il cambio del procuratore capo possa esserci un nuovo sguardo sulla questione.

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Un commento

  1. Chi ha vissuto le imprese di Pantani, non può dimenticarlo. Io ho visto mio padre saltare sulla sedia e tirare pugni sul tavolo quando Pantani scattava in salita. Imprese uniche e irripetibili, che hanno saputo emozionare milioni di appassionati. I video delle grandi imprese di Pantani sono ancora capaci di suscitare grandi emozioni ogni volta che si riguardano.
    Marco pur avendo vinto molto meno rispetto ad altri blasonati campioni è stato capace di esaltare ed appassionare la gente, come nessun altro.

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