Visma|Lease a Bike, i tecnici si auto-assegnano un 9 come voto per la stagione delle Classiche: “La Roubaix di Van Aert, ma non solo”

Finita la stagione delle Classiche di Primavera, con la disputa della Liegi-Bastogne-Liegi 2026, è tempo di bilanci per le squadre WorldTour. C’è, ovviamente, una formazione sopra tutte le altre, la UAE Emirates XRG, viste le tre Monumento (più la Strade Bianche) portate a casa, anche se grazie a un unico corridore, Tadej Pogačar. Ci sono però altre realtà che hanno raccolto risultati importanti, anche se la mole complessiva è ben diversa rispetto a quella della squadra emiratina. È evidentemente il caso della Visma|Lease a Bike, che ha portato a casa l’unica Monumento non vinta dal campione del mondo in carica, la Parigi-Roubaix 2026, grazie a Wout van Aert. 

“Abbiamo ottenuto molti piazzamenti importanti, con la Roubaix ovviamente come momento più importante – le parole del direttore sportivo Maarten Wynants, raccolte da WielerFlits – Inoltre, molti dei nostri giovani si sono messi in mostra. Penso che, per la stagione delle Classiche, ci meritiamo un bel 9 come voto“.

Wynants sottolinea le prestazioni di Van Aert, “che è stato anche sul podio alla Sanremo. Inoltre, sul podio ci siamo andati anche con Per Strand Hagenes alla E3 Saxo Classic e con Christophe Laporte alla In Flanders Fields. E poi c’è stata la vittoria di Matthew Brennan alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne. Abbiamo dimostrato di avere un grande potenziale. Per il 10 come voto, avremmo dovuto salire sul podio anche al Giro delle Fiandre”.

E le Ardenne? “Alla Liegi siamo andati bene, con Ben Tulett che ha chiuso 13esimo, ma che era nel gruppo che ha fatto la volata per il podio. Certo, speravamo di entrare nei primi 10, ma partivamo da una situazione critica, visto che non avevamo Matteo Jorgenson (caduto alla Amstel Gold Race di una settimana prima – ndr). Lo stesso Tulett aveva chiuso sul podio la Freccia Vallone, quindi direi che abbiamo fatto bene”.

Wynants aggiunge: “Dobbiamo tenere in conto che non avevamo Louis Barré, che non è in forma. Se lui ci sarà l’anno prossimo, avremo una squadra ancora più profonda, considerando il livello che aveva saputo toccare Jorgenson prima della caduta – il commento del ds della squadra neerlandese – Penso che Matteo potrà prendere grande fiducia da quelle prestazioni”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio