Parigi-Roubaix 2026, Wout Van Aert batte Tadej Pogačar allo sprint al termine di una corsa epica! Mathieu van der Poel 4° dopo una giornata all’inseguimento
Wout Van Aert fa festa alla Parigi-Roubaix 2026. Il portacolori della Visma | Lease a Bike si è imposto al termine di un’epica corsa battendo in uno sprint senza storia il campione del mondo Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG), assieme al quale aveva fatto la differenza a più di 50 chilometri dalla conclusione. Il belga conquista così finalmente la seconda classica Monumento in carriera, a sei anni di distanza dalla Milano-Sanremo 2020, mentre per lo sloveno arriva il secondo 2° posto consecutivo in questa gara, che lo costringe a rimandare di un altro anno il completamento della collezione delle Monumento.
Quarto posto per il vincitore delle ultime tre edizioni, Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech) che ha trascorso una giornata all’inseguimento dopo essere stato vittima di due forature nella Foresta di Arenberg. Il neerlandese, ritrovatosi con più di due minuti di ritardo, ha chiuso con un distacco di soli 15″ regolando il drappello dei primi inseguitori, anticipato di poco da Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), che completa quindi il podio. Miglior italiano al traguardo è stato lo sfortunato Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), vittima di due forature e anche di una caduta, con il verbanese che ha concluso 25° a 7’32”.
Il video dell’arrivo
Il racconto della corsa
Pronti, via e subito si verificano i primi tentativi di andare in fuga, con nove corridori a prendere un leggero margine prima di venir presto riassorbiti dal gruppo. Ci provano poi Matevž Govekar (Bahrain Victorious), Martijn Rasenberg (Unibet Rose Rockets) e Riley Sheehan (NSN Cycling Team), che riescono a guadagnare una quindicina di secondi di vantaggio su un plotone nel quale comunque proseguono gli attacchi. Alle spalle del terzetto al comando si forma infatti un drappello di una quindicina di inseguitori che tuttavia non va lontano, con l’eccezione di Cees Bol (Decathlon CMA CGM), unico a riuscire a riagganciarsi alla testa della corsa.
I quattro battistrada vengono però rapidamente ripresi e il gruppo torna compatto dopo 21 chilometri di gara, ma subito allungano Stan Dewulf (Decathlon CMA CGM) e Alessandro Borgo (Bahrain Victorious), il cui tentativo dura comunque molto poco. Attacchi e contrattacchi proseguono nei velocissimi chilometri seguenti, ma al termine di una prima ora di gara volata a 53 km/h nessuno è ancora riuscito a prendere il largo e il plotone si mantiene sempre compatto, almeno sino al chilometro 65. L’alta andatura porta infatti il gruppo a spezzarsi in due tronconi in un momento in cui alcuni big come Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG) e Filippo Ganna (Ineos Grenadiers) si trovano nelle retrovie, ma la situazione si ricompatta piuttosto rapidamente.
A quel punto, a poco più di 20 chilometri dall’ingresso nel primo tratto di pavé, il gruppo si tranquillizza e l’andatura cala, tornando a salire proprio in vista dell’approccio al settore numero 30. Qui, come prevedibile, inizia una lunga serie di forature e problemi meccanici e tra coloro a esserne colpiti c’è Mads Pedersen (Lidl-Trek), che comunque riesce a riaccodarsi al plotone al termine del successivo tratto di pavé, prima del quale aveva allungato, prendendo un leggero margine, Mike Teunissen (XDS Astana). Di una foratura è vittima anche Wout Van Aert (Visma | Lease a Bike), durante il settore 28, ma anche il belga riesce a rientrare abbastanza velocemente.
Tirato dalla UAE Team Emirates XRG, il gruppo si rompe in due tronconi sul tratto di pavé numero 26: davanti restano 50-60 corridori, tra cui tutti i favoriti della vigilia, mentre la seconda parte, condotta dalla Uno-X Mobility, insegue con un gap di una ventina di secondi, che tuttavia si dilata nei chilometri seguenti. Non abbastanza, però, per consentire alle ammiraglia di passare e questo si rivela importante nel momento in cui, sul settore 22, Pogačar è vittima di una foratura. Lo sloveno prende una bici dall’assistenza neutra, ma ovviamente non è delle sue misure e il campione del mondo non riesce quindi a spingere efficacemente, venendo così ripreso dal secondo gruppo.
Una volta raggiunto dalla propria ammiraglia, Pogačar riesce a riprendere la propria bici, ma a quel punto deve recuperare circa 50″ dalla testa della corsa. Lo sloveno trova l’assistenza del compagno di squadra Antonio Morgado e riesce a rientrare sul secondo troncone, dove poi trova anche l’aiuto di Mikkel Bjerg e Nils Politt, staccatisi volontariamente dal gruppo al comando, dove Visma | Lease a Bike e Alpecin-Premier Tech conducono senza troppa convinzione. Il campione del mondo riesce così a recuperare progressivamente terreno, avvicinandosi a 20″ all’inizio del settore numero 20, dove Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech) accelera e, seguito da Van Aert e Pedersen, seleziona ulteriormente il drappello al comando.
Usciti dal pavé, però, davanti rallentano e si ricompattano e anche il gruppo Pogačar riesce a tornar sotto, completando così con successo un inseguimento di più di venti chilometri proprio poco prima dell’ingresso nella Foresta di Arenberg. Qui accade un altro colpo di scena: è infatti Van der Poel a forare, con il neerlandese che inizialmente prende la bici dal compagno di squadra Jasper Philipsen, i cui attacchi dei pedali sono però diversi. Il capitano della Alpecin deve dunque farsi dare la ruota da Tibor Del Grosso, perdendo così molto tempo prima di ripartire. Il neerlandese fora però nuovamente poco dopo, ma riesce a prendere una nuova bici dalla propria ammiraglia, uscendo dalla Foresta con ben due minuti di ritardo dai corridori rimasti al comando.
Questi sono Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG), Mads Pedersen (Lidl-Trek), Wout van Aert e Christophe Laporte (Visma | Lease a Bike), Stefan Bissegger (Decathlon CMA CGM Team), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) e Laurence Pithie (Red Bull-Bora-hansgrohe). Alle loro spalle, con 20″ di ritardo, insegue un drappello comprendente anche Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), che in seguito allunga assieme a Jordi Meeus (Red Bull-Bora-hansgrohe) per provare a riportarsi su di loro. L’inseguimento viene coronato dal successo e i due rientrano sui battistrada a 84 chilometri dalla conclusione, ma poco dopo, sul settore 17, proprio il verbanese è vittima di una foratura che vanifica tutto il lavoro fatto, mentre Meeus perde leggermente contatto dagli altri.
Ganna riparte, ma si ritrova in un gruppetto con un distacco di minuto dai primi, mentre 30″ alle sue spalle c’è un altro drappello comprendente Jonathan Milan (Lidl-Trek) e Van der Poel, che pian piano sta riuscendo a recuperare terreno. Nei chilometri successivi si susseguono problemi meccanici e forature, che colpiscono Milan e, davanti, Pithie e nuovamente Pogačar. Lo sloveno prende una nuova bici e riparte piuttosto velocemente, dovendo a quel punto recuperare una dozzina di secondi, e sul tratto di pavé numero 15 lo sloveno raggiunge e supera Van Aert, anch’egli vittima di un nuovo problema. Il campione del mondo si riaccoda velocemente al drappello di testa, mentre il belga si ritrova a inseguire con 25″ di ritardo assieme a Pithie e Meeus.
Questo terzetto riesce a riaccodarsi ai primi ai -60 dalla conclusione, tornando così a formare un gruppetto di otto unità in testa alla gara. Dietro, con un minuto di ritardo, Van der Poel si riporta sul gruppo Ganna: i due, accompagnati (ma non aiutati) da Gianni Vermeersch e Mick van Dijke (Red Bull-Bora-hansgrohe), Daan Hoole (Decathlon CMA CGM), Nils Politt (UAE Team Emirates XRG), Mike Teunissen (XDS Astana Team), Lewis Askey (NSN Cycling Team), Alec Segaert (Bahrain Victorious), Anthony Turgis (TotalEnergies), Max Walscheid e Mathias Vacek (Lidl-Trek), riescono a rosicchiare circa mezzo minuto dopo i settori 14 e 13, arrivando a 20″ all’inizio del tratto numero 12.
Qui nasce l’azione che poi si rivelerà decisiva: Van Aert infatti attacca a 52 chilometri dall’arrivo, venendo seguito da Pogačar e Pedersen, ma quando lo sloveno rilancia il danese perde contatto. Al comando restano dunque solo il belga e il campione del mondo, mentre alle loro spalle Van Der Poel stacca Ganna e, assieme a Van Dijke, riesce poi a riportarsi su Laporte, Stuyven, Pithie e Bissegger. Questo drappello approccia il settore numero 11, Mons-en-Pévèle, con 25″ di ritardo dalla coppia al comando e anticipato a 12″ da Pedersen, Dietro, invece Ganna è vittima di una seconda foratura e anche di una caduta, vanificando qualsiasi possibilità di rimonta.
Pedersen viene raggiunto dagli inseguitori prima della fine del tratto di pavé, che vede Meeus perdere definitivamente contatto e Pithie finire a terra in una curva. Restano così in sei all’inseguimento di Van Aert e Pogačar, che a 45 chilometri dal traguardo hanno 40″ di vantaggio. A questo punto, sostanzialmente, la situazione si cristallizza: davanti, è lo sloveno a fare il grosso del lavoro, mentre il belga dà meno cambi e cerca di risparmiare le energie, dietro è Van der Poel il motore che spinge il sestetto inseguitore, che riesce anche ad avvicinarsi a mezzo minuto prima di rimbalzare nuovamente indietro a 40″.
Si arriva così ai settori spesso decisivi, il numero 5, Camphin-en-Pévèle, il numero 4, Carrefour de l’Arbre, e il numero 3, Gruson, sui quali Pogačar prova ad accelerare e forzare in un paio di occasioni, trovando però sempre un Van Aert brillante nel rispondere. Anche Van der Poel tenta qualche allungo, ma non riesce a fare la differenza sugli altri inseguitori, anche se le sue accelerazioni portano il gap a scendere a soli 20″. In seguito, però, il loro ritardo torna a crescere a mezzo minuto, distacco con il quale la corsa entra negli ultimi dieci chilometri.
Gli ultimi due semplici tratti di pavé non fanno la differenza né davanti né dietro, dove però si verificano gli attacchi di Mick van Dijke, chiuso da Bissegger, e di Stuyven, che a 2000 metri dal traguardo riesce a prendere qualche secondo di vantaggio sugli altri inseguitori. In testa ci si prepara ormai alla volata a due, con Pogačar a entrare per primo nel velodromo con a ruota Van Aert, che a quel punto ovviamente non dà più cambi. Lo sloveno è dunque costretto a una volata di testa, ma non ha la forza per tenersi dietro il belga, che va così a vincere piuttosto agevolmente. Poco dietro, Stuyven si prende la terza posizione resistendo al rientro di un mai domo Van der Poel, che chiude quarto e scende dal podio dopo tre edizioni consecutive vinte.
Risultato Parigi-Roubaix 2026
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