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UAE Emirates, Rui Costa: “Quest’anno torno al Giro. Pogacar è l’unico che può vincere GT e mondiali”

Rui Costa tornerà in Italia, anche con grosse ambizioni personali. Il corridore della UAE Team Emirates, per la seconda volta in carriera, sarà al via del Giro d’Italia, a cui parteciperà in questo 2022 in appoggio al proprio capitano e connazionale João Almeida. Il portoghese, campione del mondo a Firenze 2013, ha cambiato ruolo all’interno della formazione emiratina, ma si sente ancora pronto per andare a caccia di un successo personale, nelle giuste corse e alle condizioni migliori. In giornata, si è concesso in esclusiva ai microfoni di SpazioCiclismo per un’intervista in cui ha parlato dei suoi obiettivi per il 2022 e della sua situazione in squadra, all’interno della formazione emiratina, che oggi ha tenuto il suo media day.

Quale sarà il tuo programma corse per quest’anno?
Sì, inizierò al Saudi Tour. Poi andrò in Oman, farò la Parigi-Nizza e la Volta a Catalunya. In seguito tornerò al Giro d’Italia. L’ho corso solo una volta, in cui ho ottenuto tre secondi posti. Speriamo che quest’anno vada meglio. Sarà diverso perché abbiamo un grande leader, Almeida, e faremo di tutto per portarlo nella migliore posizione possibile. Questa sarà la prima parte della mia stagione.

Formolo e Ulissi però mi hanno detto un po’ la stessa cosa, ovvero che andranno al Giro per Almeida ma avranno occasioni personali per provare a vincere una tappa. Ci sarà spazio per tutti?
Penso di sì. È giusto che l’obiettivo principale sia tenere Almeida al coperto, sempre davanti, e lontano dai pericoli. Poi, in alternativa, giocarci le nostre carte.

Il tuo ruolo in squadra è cambiato tanto da quando sei arrivato nel 2014. Che ruolo occupi adesso?
Quando ho firmato qua, sapevo che era un progetto all’inizio. Ma si vedeva che era un progetto in crescita. Sono passati tanti anni, ma ora posso dire che non manca nulla. La squadra sta crescendo molto, abbiamo un grande protagonista come Tadej Pogacar, che ha vinto due Tour de France. La squadra sta cambiando tanto. Per me è in questo momento siamo la squadra migliore del mondo, e lavoriamo per migliorare ancora.

A proposito di Pogacar, c’è un ambito in cui puoi ancora dargli qualche dritta: come vincere un mondiale. Ne avete parlato?
Per me se c’è una persona che può vincere tutto è lui. Ha dimostrato di saper andare fortissimo in un Grand Tour, ma anche in una corsa di un giorno. Vedendo il percorso di quest’anno, che ho saputo due giorni fa essere cambiato, ho pensato subito potesse essere adatto a lui. Non ne ho parlato con lui, ma penso non ne abbia bisogno. È un corridore straordinario, per cui non ci sono aggettivi. Dopo il Tour penserà già agli altri obiettivi, magari anche il mondiale.

L’Italia ha cambiato la tua carriera con il mondiale 2013. Il Giro d’Italia di quest’anno potrà cambiarla ancora?
Speriamo. Per me l’Italia è stata importantissima, a questo punto della mia carriera posso dire che la vittoria più bella è arrivata proprio in Italia, a Firenze. Speriamo che mi porti fortuna quest’anno, una volta di più. Il Giro d’Italia è sempre durissimo, per me è il Grand Tour più duro. È una delle corse più belle dell’anno, spero che tutto vada bene anche per me quest’anno.


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