© Trek - Segafredo

Trek-Segafredo, Pieter Weening annuncia il suo ritiro dal professionismo: “Non è il corpo ma lo spirito a dire di fermarmi”

Pieter Weening lascia ufficialmente il ciclismo professionistico. Il ciclista neerlandese, che non ha rinnovato il contratto con la Trek-Segafredo, ha annunciato oggi la propria decisione di abbandonare il plotone dopo 17 anni. Quest’estate il 39enne aveva firmato con il team World Tour dopo essere rimasto senza contratto per la prima parte della stagione. Con la nuova squadra ha partecipato al Giro d’Italia 2020 in supporto a Vincenzo Nibali, ma una caduta nei primi giorni lo ha presto costretto ad abbandonare. Diventato professionista nel 2004 con la Rabobank, il classe ’81 ha ottenuto 13 successi in carriera, tra cui spiccano una tappa nel Tour de France 2005 e due al Giro d’Italia, nel 2011 e nel 2014. L’ultimo acuto nella seconda tappa del Giro di Lussemburgo 2019, con la divisa della Rompoot-Charles.

Sono felice di annunciarlo ora che mi sento fiducioso e felice di poter lasciare il ciclismo, – ha dichiarato il corridore – dopo che per quasi 20 anni ho fatto il lavoro che sognavo e amavo. Mi sono goduto ogni stagione che ho corso e mi sento molto grato per questo. Nelle ultime settimane però ho detto a me stesso serenamente che è abbastanza. Ho sempre corso in grandi team e in fantastici gruppi di persone, penso che questa sia stata una motivazione chiave per me. Ho sempre sentito la spinta per essere parte di uno spirito del team, per ottenere un obiettivo comune e fare meglio ogni anno per raggiungerlo”.

Weening ha poi annunciato i fatti che lo hanno portato alla decisione: “Una sciocca caduta nella quarta tappa, che mi fa ancora arrabbiare quando ci penso, ha lasciato un segno pesante. Il giorno dopo mi sono dovuto ritirare e sono tornato a casa con le conseguenze di una concussione. Pensavo avrei recuperato per la Vuelta, ma i dottori mi hanno imposto riposto assoluto. Lì ho capito che era arrivato il momento di ritirarmi. Non è stato il corpo a dirmi di fermarmi, ma più lo spirito. Non aver avuto l’opportunità di correre il Giro che avrei voluto mi ha deluso, ma non ho rimpianti. Mi porto con me molti bei ricordi dal ciclismo. La vittoria al Tour 2005 e le due al Giro, con quattro giorni in maglia rosa, sono stati i momenti più alti”.

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