Trek-Segafredo, Pedersen: “Non ho mai rivisto la volata al mondiale. In primavera sarò più magro”

Mads Pedersen è la grande sorpresa di questa stagione. Il danese è diventato campione del mondo imponendosi a Yorkshire 2019 al termine di una corsa estenuante, passata quasi tutta sotto una pioggia battente. Una gara di fatica, conclusa con una volata sorprendentemente vincente ai danni di un Matteo Trentin che appariva favorito e allo stremato svizzero Stefan Kung. Il corridore della Trek-Segafredo, secondo al Giro delle Fiandre 2018, potrà portare la maglia iridata nel 2020, con l’obiettivo di fare bene nelle classiche.

Non ho mai visto la volata al Mondiale in tv e non voglio rivederla – ha confessato il classe ’95 in un’intervista a La Gazzetta dello Sport – perché non è importante che lo faccia. Non c’è niente che possa o debba cambiare di quella giornata. E voglio conservare dentro di me le emozioni intatte. Magari un giorno la rivedrò, ora proprio no”.

Pedersen ha poi proseguito riconoscendo di non essere riuscito a rendere secondo le aspettative nelle classiche di primavera: “Quest’anno ho avuto una brutta primavera, ero troppo pesante. Devo cercare di arrivare a Fiandre e Roubaix più magro. Per me queste due corse sono sullo stesso piano, entrambe mi si adattano molto. Ma non sognavo di vincerle da piccolo, pensavo solo a divertirmi in bici. E non ho mai avuto un idolo in particolare, fino ai 16 anni non avevo mai nemmeno visto una gara di ciclismo in televisione…“.

Infine il danese ha parlato dell’Italia, dato che si sta allenando a Siracusa con il suo team, e della mentalità da campione del mondo: “Mi piace allenarmi in Italia, è diversa rispetto alla Danimarca. Ha un’atmosfera rilassata e fa più caldo. Anche se quando sono in gara il freddo e la pioggia non sono dei problemi. Soprattutto la pioggia. In fondo è solo acqua, poi ti asciughi. Dopo il successo del mondiale non voglio montarmi la testa, i miei genitori mi hanno insegnato a restare con i piedi per terra da quando ero bimbo. Nessun risultato può cambiare questa mentalità. Però mi piacciono i motori e la Ferrari è una bella macchina. Magari, se un giorno rivincerò il mondiale, ne compro una…”.

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