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Mondiali 2020, sono ben otto le candidature italiane presentate all’UCI: Imola in vantaggio?

L’Italia prova seriamente a candidarsi per i mondiali 2020 di ciclismo su strada. Dopo il forfait di Aigle-Martigny, dovuto alla decisione della Svizzera di prorogare il divieto alle manifestazioni con più di 1000 persone fino alla fine del 30 settembre, l’UCI sta cercando una nuova location per l’appuntamento iridato. Le indicazioni fornite dal massimo organismo ciclistico chiedono il mantenimento di un percorso impegnativo (quello elvetico prevedeva circa 4000 metri di dislivello), il mantenimento delle date originarie (dal 20 al 27 settembre) e assicurare lo svolgimento almeno delle due prove in linea più importanti, vale a dire quella maschile e femminile élite, cercando se possibile di garantire anche le rispettive cronometro.

Secondo quanto riportato oggi dal sito de La Gazzetta dello Sport, sono ben otto le candidature italiane presentate all’UCI per ospitare i prossimi mondiali. Fin dal forfait svizzero era apparsa forte quella della città di Varese, che tra smentite e conferme rimane attualmente valida. A questa si era poi aggiunta la proposta dei comuni di Peccioli e Pontedera, che pochi giorni prima delle date previste per la rassegna iridata ospiteranno quest’anno la Coppa Sabatini e il Giro di Toscana. Oltre a queste, sarebbero inoltre state avanzate le candidature di Piemonte-Barolo, della Sardegna, dell’Abruzzo, di Friuli-San Daniele, di Firenze-Mugello e di Imola.

Proprio la posizione di Imola sarebbe la più forte in questo momento. Non bisogna dimenticare che per ospitare l’evento servirebbe sostenere un costo di una certa rilevanza, quantificabile (secondo alcune stime) intorno ai 4-5 milioni di euro. La città con il circuito automobilistico ha già dimostrato in passato il proprio interesse per il ciclismo, ospitando alcune tappe del Giro d’Italia: l’ultima volta era stato il 2018, con la vittoria di Sam Bennette allo sprint mentre tre anni prima un giovane Ilnur Zakarin trionfò in fuga e Alberto Contador in maglia rosa provava a mettere in difficoltà il suo rivale Fabio Aru sulla salita di Tre Monti. Potrebbe ora essere la volta buona per stabilire la maglia iridata proprio nella città di Imola?

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4 commenti

  1. Buongiorno stimata redazione di Spaziociclismo,a vostro giudizio quale di queste candiduture italiane ha un profilo che piu si avvicinerebbe ai 4000 metri dislivello del percorso di Aigle?

    • Ciao Alex, attualmente non ci sono molte informazioni per poter riuscire a ipotizzare in maniera concreta un possibile percorso. Quasi tutte le sedi presentano, nei loro dintorni, asperità che possono permettere di creare una forte selezione, anche se ovviamente la necessità che sia in circuito chiaramente limita le opzioni.

  2. Correzione: l’ultima volta di Imola al Giro fu nel 2018 con Sam Bennett vincitore

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