© Michele Bartoli

Michele Bartoli: “Massima ammirazione per Tafi, ma io non lo farei…

Andrea Tafi divide il mondo del ciclismo. Il suo progetto di rientrare alle corse per partecipare alla Parigi – Roubaix 2019, a venti anni dal suo successo fa molto discutere, non solo tra gli appassionati. In queste settimane dall’annuncio del 52enne di Fucecchio in molti si sono espressi riguardo le sue intenzioni, mentre intanto i fan di tutto il mondo hanno a loro volta spesso commentato la questione, con pareri molto diversi. Una antitesi tra chi vede nel sogno dell’ex Mapei qualcosa di romantico e interessante e chi la ritiene una follia, che toglie posto ai giovani, come Paolo Bettini ha spiegato ieri. Spazio per le vie di mezzo ce n’è, ma sono in pochi in realtà ad esprimersi nella zona di mezzo.

Uno tra questi è il suo vecchio compagno di squadra Michele Bartoli, che ai microfoni di Ultimo Chilometro si è espresso con pacatezza sulla questione.  “Ho la massima ammirazione per Andrea Tafi che vuole rimettersi in gioco prendendo parte alla Parigi-Roubaix all’età di 52 anni, ma io al suo posto non lo farei“, spiega infatti colui che ora è allenatore di molti giovani talenti. Una posizione dunque contraria, ma senza esprimersi sulla decisione sel suo corregionale, della quale comunque non condivide neanche lo scopo.

“La mia non vuole essere una critica a ciò che fa Andrea – aggiunge – ma sinceramente non lo farei. Ogni volta che faccio qualcosa non deve essere fine a sé stesso, ci vogliono progetti per intraprendere un cammino nuovo. Se dovessi pensare di prendere parte adesso al Fiandre, alla Liegi, al Lombardia o ad altre classiche che non ho vinto nella mia carriera non ha senso. Ma poi, alla mia età? No, proprio no”.

Per lui dunque un progetto che non sentirebbe appartenere alle proprie corde, anche se Tafi ha più volte spiegato di non essere interessato al risultato: “Lavorando con i giovani professionisti ho una visione diversa del mio vivere quotidiano. Vedendo e giudicando le cose con il mio modo di pensare non potrei dire diversamente, non mi sentirei in grado di competere con i ragazzini, ora, a più di 50 anni, ci può essere grande difficoltà a stare in gruppo. Ripeto, ho la massima ammirazione per Andrea che vuole rimettersi in gioco, ma io credo proprio che non riuscirei a fare questa cosa”.

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