Israel Start-Up Nation, Davide Cimolai: “Commovente la reazione degli italiani – Voglio tornare a correre a maggio. Un’illusione? Ho bisogno di aggrapparmi a una speranza”

Davide Cimolai racconta la sua quarantena. Il ciclista della Israel Start – Up Nation, dalle pagine del sito ufficiale della sua squadra, ha raccontato come sta passando le sue giornate tra pizza e caffè (“ho due macchinette a casa, nel caso se ne rompa una”). Il corridore italiano ha poi raccontato tutte le difficoltà della vita in quarantena, a partire dall’impossibilità di incontrare i genitori e la nonna novantatreenne (“non oserei mai andare a farle visita ora, gli anziani sono i più vulnerabili). La prima cosa sottolineata dal classe ’89 è stata però la forte reazione degli italiani.

“Mi dispiace non poter essere parte di tutto questo – ha detto riferendosi ai canti di speranza che partono ogni sera dai balconi, troppo distanti dalla casa in cui si è appena trasferito per partecipare in prima persona – Sono orgoglioso del modo in cui la mia gente si unisce di fronte alle avversità e ai disastri. Noi italiani stiamo soffrendo tantissimo, come il resto del mondo, questo virus che ci ha colpiti, ma è commovente vedere che la mia gente è riuscita a trovare un modo per dire che ce la faremo”.

Ai problemi del ciclismo, poi, il trentunenne ha voluto contrapporre la tragedia di tutti coloro che stanno perdendo i loro cari: “Sono momenti difficili anche per me, ma mi ricordo sempre che intorno a me ci sono persone che stanno pagando il prezzo più alto: i loro cari muoiono da soli nei letti d’ospedale, senza nemmeno la possibilità di salutarli, di tenere la mano a una madre o a una nonna… terribile”.

Un punto sul quale il corridore azzurro è voluto essere chiaro, lasciando capire chiaramente che non c’è nessuna voglia di lamentarsi da parte sua: “Sì, è vero, mi sento un po’ perso. Corse cancellate, la nostra stagione è in pericolo, siamo confusi, correremo ancora? Come posso continuare senza motivazioni e obiettivi specifici? Ma in fin dei conti questo è nulla rispetto alle tragedie che stanno vivendo tante altre persone in Italia e in tutto il mondo”.

I prossimi obiettivi di Cimolai sarebbero stati Milano – Sanremo e Tirreno – Adriatico e, dopo la loro cancellazione, la Vuelta Catalunya, annullata a sua volta. A quel punto ha dunque deciso di rallentare con gli allenamenti, cancellando ovviamente il periodo di altitudine in Sierra Nevada, con la speranza di poter tornare presto alle corse: “Correre è la mia passione, è quello che mi manca di più. Stare insieme ai mie compagni mi manca tantissimo. Voglio credere che la stagione non sia finita. Voglio pensare che torneremo a correre verso la metà di maggio. Aprile ormai è andato, non è realistico. Ma entro maggio, magari avremo superato il peggio e si potrà correre in sicurezza. È realistico? Mi sto illudendo? Non lo so ma ho bisogno di aggrapparmi a qualcosa in cui sperare. Non ne abbiamo bisogno tutti?”.

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