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Tour de France 2020, Philippe Gilbert indica la ricetta per l’equità: “Almeno un mese di allenamento e una corsa in preparazione”

Philippe Gilbert indica le condizioni necessarie per correre il Tour de France 2020. Mentre tutte le corse vengono cancellate una dopo l’altra, le istituzioni francesi stanno cercando in tutti i modi di salvare la Grande Boucle, finanche ricorrendo alla possibilità delle porte chiuse. Il corridore della Lotto Soudal ovviamente spera che la corsa si possa disputare e ha riconosciuto agli organizzatori tutte le difficoltà del caso, ma, per una questione anche di equità, visto che non tutti i corridori possono allenarsi in strada a seconda delle leggi dei paesi in cui si trovano, secondo lui la corsa dovrebbe partire solo dopo un mese di allenamenti e con un’altra corsa già nelle gambe.

“Il periodo di isolamento sta diventato più lungo di quanto inizialmente previsto, soprattutto in Belgio e in Francia – ha dichiarato a rtfb – Sappiamo che sarà complicato riprendere in fretta la stagione. Ci si augura che potrà esserci una sorta di periodo di allenamento in cui poter essere tutti allo stesso livello. Praticamente tutto il mondo continua a pedalare tranne Italia, Francia e Spagna, tre dei paesi più importanti del ciclismo e che sono quindi penalizzati. Ci piacerebbe che tutti abbiano la possibilità di allenarsi almeno un mese e ripartire con una corsa in preparazione al Tour de France. Ci vogliono delle buone basi per cominciare una corsa di tre settimane. Ci vuole almeno una corsa, se non altro per la fiducia, e un mese di allenamento”.

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