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Caso Froome, parla il Keniano Bianco: “Non ho infranto alcun regolamento, non ho preso più del consentito”

Chris Froome si mostra sereno. Dopo la notizia della positività al salbutamolo durante la Vuelta a España 2017 piombata ieri sul gruppo, il Keniano Bianco ha subito reagito confermando l’utilizzo della sostanza e ricordando di essere affetto da asma da sforzo. Raggiunto dalla BBC, il leader del Team Sky ha ulteriormente approfondito la questione, in particolare riguardo come questo possa conciliarsi con la sua posizione rispetto al doping, nei confronti del quale si è sempre mostrato intransigente.

Posso capire le reazioni della gente vista la storia di questo sport – ammette il Keniano Bianco – Ma questo è un caso diverso, non è un test positivo. L’UCI mi ha chiesto più informazioni riguardo l’uso del salbutamolo, medicinale molto comune nel trattamento dell’asma, e voglio aiutare l’UCI per capire meglio la questione, approfondendo fino in fondo quanto successo”.

Per questo il capitano della formazione britannica spiega di aver già mandato ad Aigle tutto quanto in suo possesso riguardo la questione, con la speranza di poter far partire un approfondimento completo, che non riguardi solo lui. “Ho condiviso tutto quel che ho con l’UCI – spiega – Ho una routine molto ben definita sull’utilizzo dell’inalatore, quante volte lo uso, ecc. Gli ho dato tutte le informazioni”.

Tuttavia, anche se venisse riconosciuta la sua buonafede, esiste la concreta possibilità che debba comunque subire una squalifica, come dimostrano i precedenti più recenti, perdendo la Vuelta conquistata sul campo e la possibilità di essere al via del Giro d’Italia 2018, se non di tutti i GT stagionali nel caso in cui le previsioni di Alessandro Petacchi dovessero verificarsi. “Per il momento voglio solo concentrarmi su quello che c’è da fare, cercando di dare alle autorità tutte le informazioni importanti per avere le migliori opportunità che tutto vada bene – risponde in merito, senza dunque voler “fare speculazioni sull’esito della procedura”.

In ogni caso, la carriera del Keniano Bianco rischia di rimanere macchiata da questo risultato anomalo. A prescindere dall’esito delle indagini, sembra infatti difficile che il grande pubblico possa dimenticare. Tuttavia, anche in questo senso Froome si mostra ottimista, ritenendo che la sua immagine rimanga pulita. “Capisco che per molti sia stato uno shock, ma io ribadisco quel che ho sempre detto – conclude – Non ho infranto alcun regolamento, non ho preso più del consentito. Son sicuro che la verità verrà fuori”.

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3 commenti

  1. Una domanda alla redazione, tutti i corridori con le maglie (rossa, verde, ecc..) vengono controllati dopo ogni tappa nei GT sia di urine che di sangue?
    Stessa cosa per i top 10 di ogni tappa?

    E quando potremo sapere il destino di Froome? Quanto impiega l’UCI a decidere?

    • I corridori sicuri di essere controllati sono il vincitore di tappa e il leader della generale. Vengono poi sorteggiati altri corridori, generalmente 4-6, ma il sorteggio non è completamente aleatorio. Spesso infatti vengono sorteggiati corridori in fuga, che si sono distinti durnate la tappa o uomini di classifica.

      Per quanto riguarda Froome non ci sono tempistiche definite. Considerando la delicatezza del caso, potrebbero trascorrere molti mesi. Non è infatti improbabile pensare di vederlo al via di Giro e Tour senza ancora conoscere il suo destino (come fu ad esempio per Alberto Contador, che corse Giro e Tour 2011 in attesa del giudizio per la positività al Tour 2010 fino alla squalifica che arrivò nel febbraio del 2012, circa 18 mesi dopo la positività)

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