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BORA-hansgrohe, dieci anni fa la prima vittoria di Peter Sagan: “Correrò fino a quando sentirò di poter vincere”

Peter Sagan sta per affrontare il ritorno in Europa. Il campione della BORA-hansgrohe finora si è presentato soltanto al via della Vuelta a San Juan, senza riuscire a centrare la vittoria. Dopo avere passato un periodo in altura i Colombia, avrebbe dovuto concentrarsi sui prossimi obiettivi, che dovrebbero essere le corse principali del calendario italiano (Strade Bianche, Tirreno-Adriatico e Milano-Sanremo). La situazione è in continuo divenire a causa della situazione creata dal Coronavirus, il che potrebbe levargli la possibilità di aggiudicarsi finalmente il suo grande tarlo, proprio la Classicissima di Primavera. Intanto, proprio in questi giorni, cade il decennale della prima vittoria da professionista, il 10 marzo 2010 alla Parigi-Nizza, poche settimane dopo l’esordio al Tour Down Under.

“Ero giovane, venivo dalla Slovacchia che non aveva tradizione nel ciclismo e parlavo appena un po’ di inglese – ricorda intervistato da La Stampa – Mi trovai a fianco di Cadel Evans, un mito in Australia, che era in maglia iridata. Non fu facile, ci voleva una volontà enorme. Alla seconda tappa caddi e mi feci male, ma non potevo certo ritirarmi. Superai il dolore e imparai subito a non mollare mai, quello che anche oggi ripeto ai giovani”.

“Sono più o meno dove volevo essere a questo punto” afferma riguardo alla sua forma. Corridore estroverso a cui piace improvvisare e fare spettacolo, anche in corsa, ricorda poi come il più curioso dei fuori programma l’autografo su una copia del suo libro mentre scalava il Tourmalet al Tour de France: “Quel ragazzo, che mi aveva sporto il libro, magari si era fatto tanti chilometri a piedi ed era lì da ore. Certi fans meritano una ricompensa”.

Scaccia poi la necessità che qualcuno dei giovanissimi emergenti, come Evenepoel, raccolga sua sua eredità: “Nella vita non si deve copiare né imitare nessuno. L’importante è cercare di essere se stessi, sempre”. Salvo cancellazioni, l’obiettivo principale di questo inizio di stagione resta la Milano-Sanremo, che ancora non è riuscito a vincere: “È una delle grandi classiche monumento, per me resta un sogno e a volte anche un incubo. Vivo a Montecarlo e di recente sono andato più volte a rivedere il finale, Poggio compreso. Speriamo”.

Sagan torna poi sulla decisione di esordire a 30 anni al Giro d’Italia: “Ho corso tante volte in Italia, ma mi mancava il Giro. Finora classiche e Tour sono stati i pilastri delle mie stagioni, era giusto cambiare. L’Italia ha un posto speciale nel mio cuore, mi ha visto crescere ed è la mia seconda casa. Non vedo l’ora di cominciare il Giro”.

I suoi obiettivi successivi conferma che saranno “l’ottava maglia verde al Tour” e quindi le Olimpiadi, “vale la pena provarci così come ai Mondiali. Lì finirà la mia stagione perché a 30 anni non posso più correre da gennaio a novembre”. In ogni caso non si sente vecchio: “Correrò fino a quando sentirò di poter vincerenon un minuto di più“.

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Un commento

  1. Mamma mia il giornalista della Stampa chiede “se è vecchio” a un ragazzo che ha appena compito 30 anni.

    Fino a 2 mesi fa aveva ancora il 2 davanti…

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