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Bahrain-Merida, Nibali: “Nel 2019 vorrei vincere un GT e una classica. Giusto usare le nuove tecnologie”

Vincenzo Nibali è partito quest’oggi per il primo ritiro in Croazia con la sua squadra. Qui il capitano della Bahrain-Merida comincerà a porre le basi per la stagione 2019, conoscerà i nuovi compagni e probabilmente stilerà parte del suo calendario. Smaltito l’infortunio che aveva compromesso la sua seconda parte di stagione, il siciliano ripartirà con nuove motivazioni, voglioso di riscattare una stagione con “molti più bassi che alti”. Ancora non ha deciso se correrà il Giro d’Italia 2019 oppure il Tour de France 2019, ma la scelta dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, quando con la squadra studierà e valuterà i percorsi.

Sarà quindi il tempo a sciogliere ogni dubbio: “È presto per dire se farò Giro o Tour – spiega lo Squalo dello Stretto a Il Messaggero – Discuteremo dei programmi durante il ritiro e quindi non ci sbilanceremo prima di una decina di giorni. Farò sicuramente la Milano-Sanremo, voglio difendere il titolo, mentre per la Liegi-Bastogne-Liegi non abbiamo deciso. Vorrei comunque vincere una grande corsa a tappe, e il Giro è quella che mi piace di più, e poi una classica“.

Il dibattito sulle nuove tecnologie nel ciclismo è sempre più acceso, ma Nibali sembra essere ben disposto nell’accogliere le innovazioni che queste comportano. Tra queste la stimolazione transcranica, della quale la Bahrain-Merida è la squadra più all’avanguardia: “Penso che il mondo debba andare avanti in tutto e che le diverse forme di tecnologia ci siano un po’ in tutti i settori e quindi anche nello sport – continua l’ex Astana – Se queste tecnologie ci aiutano a fare meglio in corsa e stare anche meglio fisicamente trovo giusto utilizzarle. Non ho mai provato la stimolazione transcranica, perché abbiamo una sola macchina ed è stata utilizzata da Pozzovivo durante il Giro d’Italia. Non viene usata in corsa ma nella fase di riposo e serve per recuperare prima lo sforzo fisico”.

Il ciclismo, da questo punto di vista, potrebbe presto essere oggetto di nuovi metodi rivoluzionari: “Ultimamente sono stato a un congresso sulla tecnologia applicata allo sport e ci sono cose incredibili che vedremo in commercio tra qualche anno. Ad esempio c’è una pillola che comunica a un computer la disidratazione dell’organismo durante lo sforzo fisico e poi una maglietta con holter incorporato per controllare la frequenza cardiaca. Ogni anno miglioriamo di più”.

Anche la precisione della preparazione e degli allenamenti potrebbe aiutare i corridori a continuare più a lungo nel mondo del professionismo: “L’età è solo un limite mentale e Alejandro Valverde lo ha pienamente dimostrato. Lui non ha vinto solo il mondiale ma ha corso da grande protagonista tutta la stagione. Oggi, per come siamo seguiti, abbiamo il fisico che recupera prima e dura di più“.

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