Ag2r Citroën, molta Italia nel 2022 di Clément Champoussin: “Mi piacerebbe fare Tirreno e Strade Bianche. Penso che poi farò il Giro, questa volta per finirlo”

Clément Champoussin è tra i giovani più interessanti del ciclismo francese. Il 23enne nizzardo alfiere della Ag2r Citroën, ingaggiato in corsa l’anno scorso e autore già di una buona Vuelta a España, quest’anno ha potuto cimentarsi in una stagione completa presentandosi al via del Giro d’Italia, che però non è riuscito a completare a causa di un malanno, e ancora della Vuelta dove è riuscito anche a vincere la penultima tappa partendo da lontano. Sta cominciando quindi a costruirsi una carriera per le corse a tappe, che da Under 23 lo hanno visto protagonista nel 2019 al Tour de l’Avenir e al Giro del Friuli Venezia Giulia.

È stata la mia prima stagione completa tra i professionisti e nel complesso sono soddisfatto – ha raccontato a Cyclingnews durante un recente ritiro – Ho avuto un buon inizio di stagione e un buon finale alla Vuelta. Come mio primo anno intero, è stato per lo più buono nel complesso. Ci sono stati alti e bassi ma sono riuscito a riprendermi bene per l’ultima parte della stagione dopo un’estate difficile”.

Dopo avere superato il COVID a gennaio, si era presentato già in ottima forma a inizio stagione, chiudendo anche quarto a Laigueglia: “Non era una grande classica a livello di WorldTour, ma mi piace, con un percorso adatto a me, e c’erano alcuni grandi nomi – ha aggiunto – Sono stato felice di potermi giocare un ruolo di primo piano e lanciare alcuni attacchi. Mi è piaciuto e mi ha anche dato fiducia. Ha dimostrato che se sono in una buona giornata posso fare cose buone. Normalmente non vai forte all’inizio dell’anno, quindi mi sono sorpreso. Ho avuto anche il COVID a gennaio, quindi non ho corso molto, ma sono riuscito a trovare la forma molto rapidamente”.

Purtroppo, lo scarso allenamento invernale gli ha compromesso una preparazione ottimale per il Giro d’Italia, abbandonato nel corso della nona tappa: “In Catalogna non ero in buona forma. Al Romandia sono riuscito a fare un paio di piazzamenti nelle tappe più facili, ma non avevo il livello per le tappe più difficili o per la classifica generale. Quindi la preparazione per il Giro non è stata buona ed ero molto stanco. Non aveva senso continuare a lottare“.

Dopo un periodo di riposo, ha rifinito la preparazione in vista del finale di stagione: “Inizialmente avevo in programma solo il Giro ma poi ho chiesto di andare alla Vuelta per cercare di finire bene la stagione e di avere un Grande Giro nelle gambe. Per fortuna sono riuscito ad andarci, ed è andata bene”. Quella vittoria di tappa è stata quanto mai inaspettata: “Ho avuto problemi a realizzare quello che avevo fatto, perché è stato uno scenario così folle. Sembrava impossibile vincere una tappa in cui ero con i favoriti ai piedi dell’ultima salita. È stato del tutto inaspettato”, ha precisato.

Nel 2022 non dovrebbe ancora correre il Tour de France, provando invece magari un assalto alla maglia bianca del Giro d’Italia: “Mi piacerebbe fare Tirreno e Strade Bianche, sono due gare che voglio proprio fare la prossima stagione – ha anticipato – È per questo motivo che penso che farò il Giro, per finirlo questa volta. Cercherò più solidità il prossimo anno. Ho già dimostrato di pot2er correre abbastanza bene nelle gare WorldTour e ho imparato a prepararmi al meglio per i miei obiettivi, quindi spero che mi aiuterà nei prossimi anni”.

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