Ag2r Citroën, Greg van Avermaet deluso dell’esclusione dal Tour: “Non la capisco, difficile da accettare. Spero di esserci l’anno prossimo”.

Greg van Avermaet è molto deluso dall’esclusione dalla selezione per il Tour de France 2022. La Ag2r Citroën ha deciso di puntare su una formazione omogenea attorno a Ben O’Connor, escludendo l’esperto corridore belga, reduce da un Giro del Delfinato piuttosto anonimo, che prendeva ininterrottamente il via della Grande Boucle dal 2014. Un duro colpo da superare per uno dei corridori più importanti degli ultimi quindici anni del professionismo belga, e non solo.

In un incontro con la stampa, è stato intervistato dal Wielerflits, a cui ha affermato di essere rimasto sorpreso da questa decisione: “Ho sempre pensato che ci sarei stato. È stata una grande delusione quando ho sentito che non ero stato selezionato. Non c’era stato alcun segno che non mi avrebbero preso. Non è divertente quando ti viene detto che non sei tra i primi otto per il Tour. Capisco di non essere tra i primi due o tre nomi in questi giorni, ma mi aspettavo di essere lì per via della mia storia al Tour. Soprattutto quando manca così poco, è un peccato non esserci”.

Van Avermaet ha pagato la volontà della squadra di portare molti scalatori: “Non credo sia nemmeno il mio lavoro sopravvivere alle grandi montagne – aggiunge – In passato ho dimostrato di saper scalare abbastanza bene da finire il Tour de France. Non vedo il problema. Ma la squadra ha un’opinione diversa su questo. Semplicemente non lo capisco, perché penso che potevo lasciare il segno con questo tracciato”. In ogni caso fa il tifo per il compagno O’Connor: “Penso che possa ottenere una classifica finale molto bella e forse anche di essere la rivelazione del prossimo Tour. Nei primi dieci giorni avrei potuto assisterlo molto bene con le mie capacità. È difficile da accettare, quando non sei in discussione da dieci anni, non essere ora uno dei primi otto”.

Tuttavia, ritiene che la dirigenza sia stata fuorviata dal suo anonimo Delfinato: “Le ultime due tappe nel Delfinato mi hanno un po’ ammazzato. Non sono andato bene ed ero sempre nell’ultimo gruppo. Il Delfinato però non è un Tour, lo dico sempre. In passato non ho mai disputato buone tappe di montagna al Delfinato, ma tre settimane dopo ci sono andato”.

A questo punto, la stagione è da reinventare: “C’è sempre una possibilità che io vada ancora al Tour. Non ho ancora pensato un programma, perché la delusione è troppo grande. Ero già al Tour con la testa. Non avevo proprio considerato nient’altro che quello. Avrò bisogno di altri due, tre giorni per superare la delusione. Dopo dovrò guardare avanti per mettere insieme un altro programma”.

L’importante è comunque avere buone sensazioni: “Questa è forse la cosa più importante della mia carriera a questo punto, che sto ricominciando a competere per le vittorie. Guarderò la TV a luglio? Sarà difficile. Trovo difficile guardare a gare che avrei dovuto correre. Fa sempre un po’ più male. Certamente non vedo l’ora che arrivino quelle tre settimane. Spero di esserci l’anno prossimo per chiudere bene il capitolo Tour“.

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