Vuelta a España 2026, la direzione di corsa spiega le decisioni sul caldo estremo: “Sono stati i corridori a proporre di attivare il protocollo per le condizioni meteorologiche estreme”
La Vuelta a España 2026 ripartirà oggi dopo il giorno di riposo, con un grande tema al centro: quello del caldo estremo. La quindicesima tappa è stata accorciata a causa delle alte temperature, applicando il protocollo per le condizioni meteorologiche estreme, ma ha comunque portato grandi disagi ai corridori, che hanno dovuto gareggiare con temperature che hanno raggiunto persino i 44 gradi. Condizioni estreme che hanno causato diverse proteste da parte dei protagonisti, con le parole nette sia di Matthew Brennan, che ha sottolineato come si rischi di finire in ospedale, e di João Almeida, che ha ribadito la pericolosità della situazione. La frazione odierna prevede temperature abbondantemente sopra i 30 gradi, ma senza toccare i picchi estremi di domenica, anche se nei prossimi giorni il meteo non dovrebbe essere più clemente.
Nel caso in cui le temperature dovessero diventare di nuovo eccessive, c’è quindi la possibilità concreta di vedere tappe accorciate in questa terza settimana di corsa. Infatti come ha spiegato il direttore di corsa Javier Guillen a Cyclingnews, la scelta di accorciare la quindicesima frazione è nata nel gruppo: “È stata un’idea dei corridori, sono stati loro a proporre di attivare il protocollo per le condizioni meteorologiche estreme. Sabato mattina abbiamo tenuto una riunione per discutere della tappa. Sono state avanzate molte proposte e considerazioni su cui abbiamo riflettuto durante la tappa, ed è per questo che abbiamo deciso, viste le temperature estreme, di accorciare la tappa di 79 chilometri”.
Per gestire le discussioni con la giuria è attivo il sindicato dall’Associazione Corridori, presieduto da Jacopo Mosca, che però ha visto recentemente le dimissioni di Enric Mas, che dopo aver vestito la Maglia Rossa ha preferito lasciare la carica per evitare un possibile conflitto di interessi. La maggior parte del gruppo sembra quindi aver concordato sulla necessità di un accorciamento della tappa, ma certamente non tutti i corridori soffrono il caldo allo stesso modo. Infatti anche all’interno dello stesso team ci possono essere approcci alla corsa profondamente diversi, che riflettono quindi la risposta individuale alle condizioni meteo.
In casa Uno-X Mobility è stato particolarmente attivo Andreas Leknessund, che si trova in grande forma in questa Vuelta, e dopo la vittoria ad Aramón Valdelinares e riuscito ad attaccare e arrivare quinto a Córdoba, nonostante temperature all’apparenza insostenibili per un corridore norvegese. In tal senso ai microfoni di Eurosport dopo la tappa ha sottolineato: “Penso che quando si è in forma e il livello fisico è alto, allora si riesca a sopportare anche il caldo”. Dall’altra parte il compagno e connazionale Tobias Halland Johannessen ha spiegato invece a Cyclingnews che “È la prima volta in vita mia che ieri, mentre eravamo seduti sul pullman, il direttore sportivo ci ha detto di non fare proprio nulla. “Potete semplicemente stare nel gruppo e non sprecare energie”, perché per la nostra salute non è salutare andare a tutto gas con questo caldo”. La risposta fisica è quindi diversa per ogni corridore e anche nelle prossime tappe il fattore caldo potrebbe fare la differenza.
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