Mads Pedersen (Lidl-Trek): L’ha cercata a lungo e la tanto attesa vittoria è arrivata alla giornata numero 15 di gara. Molto del merito va ai compagni di squadra che lo accompagnano nella giornata all’attacco, poi però, nel finale, tocca proprio all’iridato, da solo, gestire la situazione. Lo fa da campione, tirando il gruppetto e andando a riprendere tutti quelli che provano a sottrarsi a un epilogo che sembra inevitabile e che diventa tale, quello della sua vittoria.
Marco Frigo (Israel-Premier Tech): Ancora all’attacco, come già accaduto in questa Vuelta e anche negli altri Grandi Giri affrontati in carriera. Si muove con raziocinio nel momento decisivo, ma non riesce a evitare che Pedersen faccia valere le sue caratteristiche negli ultimi metri. Comunque, una garanzia, quando il menù dice “giornata da fuga”.
Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step) e Jay Vine (UAE Emirates XRG): I due sono rivali nella Classifica dei GPM, con l’australiano che ha comunque un netto vantaggio, ma decidono di impegnarsi insieme in un attacco abbastanza estemporaneo, ma sicuramente convincente. Fra una cosa e l’altra, si sciroppano quasi 100 chilometri di fuga, costringendo i compagni di squadra di Pedersen che si trovavano al loro inseguimento a spendersi in una rincorsa molto impegnativa. La loro fuga finisce a 7 chilometri dall’arrivo, ma gli applausi restano, con un inesauribile Vine che, una volta ripreso, cerca addirittura un ulteriore attacco negli ultimi 2000 metri.
Magnus Sheffield (Ineos Grenadiers): In linea di massima fa tutto bene fino all’ultima curva, che affronta però con troppo impeto e senza la giusta perizia. Lo statunitense finisce a terra e vanifica una giornata tutta all’attacco, oltre che il lavoro fatto nel finale per lui da un compagno di squadra illustre come Egan Bernal.
Cofidis: In giornate da fughe sovra-dimensionate sembra incredibile che ci sia una squadra, peraltro alla disperata ricerca di punti UCI, resti fuori dal maxi-gruppo di attaccanti che si viene a creare. E invece la formazione francese non trova il modo di mettere neppure un corridore in un drappello di oltre 40 corridori, rimanendo così tagliata fuori da ogni tipo di discorso per la vittoria di tappa, o quantomeno per un piazzamento importante.
Bahrain Victorious: Escludendo Santiago Buitrago, che era in fuga, viene orchestrato un lavoro di squadra finalizzato a difendere la posizione nella Top 10 di Torstein Træen, ma la produttività del tutto rimane abbastanza bassa, tanto che il gruppo non guadagna praticamente alcunché sui fuggitivi e con il norvegese che finisce per perdere la posizione che sperava di difendere.