Vuelta a España 2025, la Ministra dello Sport: “La corsa sarebbe stata normale se non ci fosse stata una squadra di un Paese genocida”

Pilar Alegría, Ministra dello Sport spagnola, ribadisce la propria posizione su quanto successo alla Vuelta a España 2025. Per la rappresentante del governo quanto fatto dai protestanti è sintomo di una situazione che sarebbe dovuta essere gestita diversamente dagli organi sportivi, che non hanno impedito la partecipazione della Israel – Premier Tech. “L’opinione popolare non può essere ignorata – commenta infatti quando le viene chiesto perché non ci sia stato il blocco contro Israele, come è successo con la Russia e tutte le sue federazioni – Devono agire con coerenza come hanno fatto nel 2022, quando la Russia ha invaso l’Ucraina, e devono farlo ora. Questa settimana ci sarà una riunione del CIO, non so quale sarà l’ordine del giorno, ma il primo punto dovrebbe essere la discussione di questa questione”, riflette Pilar Alegría che aggiunge come sia “mancata una posizione chiara da parte dell’UCI”.

“Sappiamo tutti che La Vuelta si sarebbe svolta normalmente se non avesse partecipato la squadra di un Paese genocida – aggiunge la ministra spagnola sottolineando come l’evento sarebbe potuto svolgersi senza problemi se la squadra israeliana non avesse preso parte – Lo sport non può e non deve essere un’isola estranea alle sofferenze che sta vivendo Gaza”. Lo si è dimostrato non solo oggi, ma fin dall’inizio della Vuelta a España, trasmettendo un chiaro messaggio di solidarietà e un grido contro questo massacro […] Stiamo parlando di un genocidio che ha mietuto e stravolto la vita di oltre 65.000 persone. E credo che sia una situazione sufficientemente dolorosa perché gli organismi internazionali assumano almeno la stessa posizione che hanno adottato quando la Russia ha invaso l’Ucraina”, aggiunge il ministro spagnolo.

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