© Unipublic/Charly Lopez

Vuelta a España 2020, Enric Mas: “Avrei voluto essere un po’ più in alto nella generale e aver conquistato una vittoria, ma è stata una stagione molto buona”

Si chiuderà con un quinto posto nella classifica generale la Vuelta a España 2020 di Enric Mas. Il corridore della Movistar replicherà così il risultato ottenuto poco meno di due mesi fa nella graduatoria finale del Tour de France 2020, ma diversamente dalla Grande Boucle riuscirà a portarsi a casa almeno la Maglia Bianca di miglior giovane della corsa spagnola. Un bilancio tutto sommato positivo per lo scalatore 25enne e per la sua formazione, che è riuscita a conquistare una tappa (la seconda, con Marc Soler) e la classifica a squadre, ma non eccezionale se paragonato alla gran mole di lavoro che spesso la compagine spagnola ha fatto in questa Vuelta, dove in molte tappe ha messo i suoi uomini a tirare in testa al gruppo o li ha mandati all’attacco senza però ottenere risultati proporzionati allo sforzo fatto.

“Alla fine, abbiamo vinto la classifica a squadre, il mio è un quinto posto e non il podio, ma abbiamo anche vinto la maglia bianca e una tappa con Marc. Inoltre, abbiamo dato parecchia battaglia”, ha dichiarato Mas a AS, passando poi a spiegare la tattica della squadra nella tappa di oggi: “L’attacco di Marc era per cercare di vincere la tappa. Io, sinceramente, mi sento bene ma non con quella freschezza con cui arrivo solitamente alla terza settimana”.

Rispetto all’inizio, questa è stata una stagione molto buona – ha proseguito il 25enne – Ho sempre voluto di più e avrei voluto essere un po’ più in alto nella generale e aver conquistato una vittoria. È stato un anno strano, ma è il primo anno nella squadra e tutte le esperienze fatte mi aiuteranno ad essere migliore in futuro”.

Infine, Mas cerca di rispondere a qualche polemica giunta per l’aiuto dato a Primoz Roglic nel finale, quando Soler, ripreso dai big dopo il suo attacco, si è messo a fare il ritmo per Mas, aiutando di riflesso la Maglia Rossa nell’inseguimento a Richard Carapaz: “Ho notato che c’era Roglic perché mi sono girato e ho visto la sua ruota. Noi stavamo facendo la nostra corsa. Non abbiamo aiutato uno per fregare l’altro, è stata una situazione di corsa perché Dan Martin era rimasto dietro e noi stavamo cercando di ottenere il quarto posto della generale“.

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