© Tim De Waele

Doping Tecnologico, Cancellara di nuovo accusato di avere usato un motore nella bici…

Fabian Cancellara di nuovo nell’occhio del ciclone. Ancora una volta le accuse riguardano il presunto utilizzo di un motorino nella bici e ancora una volta si resta nel sentito dire o nelle supposizioni. Questa volta a parlare, anzi a scrivere, è un suo ex collega, quel Phil Gaimon che spesso si fatto portavoce del ciclismo pulito, tanto da avere anche un tatuaggio al riguardo. Nel suo nuovo libro, l’ex corridore della Garmin parla dei sospetti riguardo lo svizzero, citando anche alcuni ex compagni di squadra dell’olimpionico, che a loro volta citano episodi considerati sospetti col senno di poi.

Non ci credevo finché non ho sentito un suo ex compagno di squadra parlare di alcune corse in cui Cancellara aveva il suo proprio meccanico e la sua bici era tenuta separata da quella di tutti gli altri – si legge nelle pagine del libro – E staccava tutto un campionario di dopati… Quando vedi le immagini, la sua accelerazione non sembra assolutamente naturale, come se facessi quasi fatica a stare sui pedali. Quello st*** probabilmente aveva un motore“.

Contattato da Cyclist, lo statunitense ha rilanciato le proprie affermazioni, spiegando come “tutti in gruppo pensavano che Fabian avesse usato un motore per un po’ di tempo”. Ovviamente, non vuole “fare nessun nome”, ma allarga il periodo incriminato anche a corse per le quali sinora non si era mai realmente parlato, come la Milano – Sanremo 2008. “Faceva fatica a tenere sui pedali – aggiunge – Andava così veloce e alcuni di quelli che lo seguivano sono tra i più sporchi che si conoscano…“. Nessuna replica al momento da Fabian Cancellara, che ancora una volta si trova così accusato più che altro sulla base del sentito dire e sulla visione di immagini, alle quali viene data personale interpretazione.

Gaimon tuttavia ritiene che si sia trattato sostanzialmente di un caso isolato, non ritenendo che il discorso bici truccate possa essere realmente ampio in gruppo. “La mia sensazione e quella prevalente era che lo abbia fatto per qualche corse, ma quando venne fuori quel mezzo scandalo si fermò”, spiega al sito britannico, commentando poi anche le illazioni sul suo vecchio compagno di squadra Ryder Hesjedal: “Nel WorldTour hai cinque bici, quindi il numero di persone coinvolte nello scandalo sarebbe enorme. Pensa ai meccanici che vengono chiamati a giornata, per appena 100 $, questi ragazzi non coprirebbero una cospirazione da milioni di dollari. Inoltre, siamo così vicini di livello che con un motore che ti dà altri 40 watt anche io avrei potuto vincere il Tour. Prendete Ryder, quando lo hanno accusato non stava vincendo. Se avesse avuto un motore, avrebbe dominato le corse, come, indovinate chi, Cancellara“.

A distanza di anni, la leggenda elvetica finisce di nuovo sotto accusa. Ancora una volta restano tuttavia sospetti, ben lontani dall’avere qualche concretezza. Purtroppo, questa storia sembra destinata ogni tanto a venire fuori, restando con quell’alone di mistero e di cospirazione, che non fa bene a nessuno, né in un senso né nell’altro.

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