Tour de France 2019, Quintana parla da leader unico: “Preferisco corridori che vanno meno, ma che siano a completa disposizione”

Nairo Quintana vuole la leadership unica al Tour de France 2019. Il colombiano si presenterà alla Grande Boucle con il chiaro obiettivo di riscattare le delusioni degli ultimi anni, puntando al tanto inseguito successo finale, attorno al quale ha centrato l’intera stagione. Questa la differenza con gli altri big della Movistar, da Mikel Landa ad Alejandro Valverde, passando per Richard Carapaz, che hanno tutti avuto altri obiettivi in questa prima parte dell’anno. L’accordo dunque è che il leader del team sarà lui, come indicato da Eusebio Unzué, anche se poi chiaramente la strada si rivelerà sempre decisiva.

La composizione della squadra è dunque argomento importante nelle discussioni interne, con il colombiano che preferirebbe una squadra incentrata intorno a lui. “Ho detto a Eusebio Unzué che preferisco corridori che vanno meno, ma che siano a completa disposizione in modo che possa sentirmi accompagnato e supportato, potendo avere più tranquillità e serenità”, spiega in conferenza stampa a Bogotà annunciando che il suo ritorno alle corse sarà al Giro del Delfinato, corsa alla quale non partecipa dal 2012, anno del suo debutto nel grande ciclismo.

“Gli altri rivali vanno al Delfinato e arrivano al 100% al Tour – spiega in merito – È una corsa francese, con organizzazione francese e su strade francesi, alcune delle quali vedranno poi tappa anche del Tour. È per questo che abbiamo scelto questa corsa”. Per quanto riguarda invece i compagni, tra i corridori che spera di avere al suo fianco c’è il connazionale e amico Winner Anacona, pur ammettendo che a fare la selezione finale sarà la sua dirigenza. Non manca ovviamente un accenno alla attuale Maglia Rosa Carapaz: “Sono molto felice di quello che sta facendo al Giro – commenta – È in procinto di vincere una delle corse più importanti del ciclismo e questo è molto importante per la squadra. Inoltre, i risultati che sta ottenendo sono anche della Colombia, dove si è formato. Spero che possa portare la Rosa nel suo paese, perché sarebbe un risultato importante per tutta l’America Latina”.

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