© Bringasport

I 10 neopro’ più attesi del 2019, 1: Remco Evenepoel (Mathieu van der Poel “fuori concorso”)

L’anno appena iniziato è il primo da professionisti per un nutrito numero di corridori. Come di consueto, vi presentiamo dunque una selezione di alcune tra le promesse più interessanti per la nuova stagione. Abbiamo così selezionato i 10 Neoprofessionisti più attesi del 2019 a livello internazionale, che vi presenteremo nel corso di questa settimana. La classifica andrà a ritroso, risalendo giorno per giorno dall’ultima alla prima posizione, fino ad arrivare a domenica, quando presenteremo quello che secondo il nostro parere è il neoprofessionista più atteso del 2019.

Ricordiamo che l’UCI considera neoprofessionisti tutti i corridori nei primi due anni del loro contratto con formazioni Professional e WorldTour, anche se hanno già corso in formazioni Continental. Al fine di stilare la nostra classifica, abbiamo tenuto conto esclusivamente dei corridori che hanno firmato quest’anno per la prima volta un contratto con le squadra di prima o seconda divisione, a prescindere dalla loro età, considerando tuttavia eleggibili tutti coloro il cui contratto è partito a stagione già iniziata durante l’anno in corso.

HC: Mathieu van der poel (Corendon-Circus)

Con la promozione della squadra a livello professional, il fenomeno del ciclocross ottiene tecnicamente il suo primo contratto da professionista su strada a tutti gli effetti. Per uno come lui che da qualche anno è ampiamente ai vertici della sua specialità, già bazzicando con frequenza il ciclismo di medio-alto livello anche su strada la sostanza non cambia molto, visto che chiaramente all’UCI il suo contratto non sarà registrato come quello di un neoprofessionista. Se a livello formale potremmo inserirlo in questa classifica, abbiamo dunque deciso di dargli un posto speciale, Hors Concours (fuori concorso, come nelle rassegne cinematografiche). Per il potenziale ampiamente dimostrato in queste stagioni, con un 2018 in costante crescita e un 2019 iniziato al meglio, è chiaramente il nome dal quale si attendono sin da subito i migliori risultati tra quelli che seguono.

1: Remco Evenepoel (Deceuninck – QuickStep)

Da tempo non si vedeva un corridore passare professionista così giovane, così come da tempo forse ancor più immemore non si vedeva un ragazzo dominare in maniera così dirompente la sua categoria. Campione nazionale, europeo e mondiale, fuori dai confini sia in linea che a crono, il 18enne belga è il primo duemila a passare professionista. Un dato che potrebbe non essere meramente statistico visto che potrebbe essere un corridore in grado di segnare la storia del ciclismo nelle prossime stagioni. Già capace di lanciare grandissimi campioni, Patrick Lefevere ha un nuovo pupillo da far crescere: le aspettative sono altissime e se la prudenza fa pensare che in questo primo anno non avrà molto spazio né margine per esprimersi, non è da escludere qualche suo exploit sin da subito. Su quale terreno? A lui la risposta.

2: Tadej Pogačar (UAE Team Emirates)

© Continental Cycling Team Ljubljana Gusto Xaurum

Classe 1998, il corridore sloveno ha festeggiato i suoi venti anni con numerosi successi in bacheca, conquistando alcune tra le più importanti corse a tappe del panorama giovanile. Una su tutte il presigioso Tour de l’Avenir, indubbiamente la corsa più importante e sentita tra gli under 23. Trionfare nel piccolo Tour non è garanzia di successo, ma la costanza e l’autorità con con si è imposto sono segnali assolutamente importanti. Notevole anche il trionfo al Giro del Friuli Venezia Giulia, altra conferma di un talento in grado di primeggiare da subito nelle varie categorie giovanili. Un talento precoce che si è visto già a suo agio anche contro i professionisti, come dimostrano i piazzamenti al Giro di Slovenia (5° e 4° nelle ultime due stagioni) o al Giro di Croazia, contro corridori già affermati. Anche al Tour Down Under in corso sta subito dimostrando un buon piglio, segno che il ragazzo ha buona personalità e scalpita da subito per farsi notare.

3: Matteo Moschetti (Trek-Segafredo)

© Trek – Segafredo

Reduce da dieci successi con la Polartec – Kometa, il 22enne italiano è stato rapidamente promosso in prima squadra. Sprinter tra i più interessanti della sua generazione, il corridore milanese ha vinto anche in corse di buon livello, mettendosi alle spalle buoni professionisti e sin da questa sua prima stagione troverà spazio in una squadra come la Trek – Segafredo. Non sarà il primo velocista del team, ma le occasioni non gli mancheranno, con la possibilità di fare esperienza gettandosi subito nella mischia. E concretamente anche con buone possibilità di lasciare subito il segno.

4: Marc Hirschi (Team Sunweb)

© Innsbruck-Tirol 2018 / BettiniPhoto

A cavallo dei suoi venti anni il corridore svizzero si è imposto ai vertici tra gli Under23 conquistando prima il campionato europeo e poi la maglia iridata di categoria. Scalatore di talento, ha anche una buona riuscita a cronometro, proponendosi come uno dei talenti in prospettiva più interessanti, anche se mancano i riferimenti ancora sulle grandi montagne. Corridore completo, ha dimostrato nelle classiche in generale grande solidità piazzandosi su tutti i terreni, dalle colline al pavé, come dimostrano i piazzamenti a Giro delle Fiandre e Liegi-Bastogne-Liegi U23. Con la maglia della formazione giovanile ha già inoltre ottenuto interessanti risultati anche contro i professionisti, dimostrandosi tra i migliori a Tour de l’Ain e Coppa Agostoni. Il Team Sunweb non ha dunque esitato a promuoverlo in prima squadra.

5: Gino Mäder (Team Dimension Data)

© Tour of Hainan

22 anni appena compiuti per il talentuoso svizzero, reduce da un 2018 nel corso del quale è riuscito a far intravedere alcuni sprazzi di grande classe. Scalatore con buona tenuta anche a cronometro, nel 2018 si è messo in luce soprattutto al Tour de l’Avenir, nel corso del quale ha vinto due arrivi in salita prima di chiudere terzo in classifica generale. Il quarto posto nella prova in linea dei Mondiali di Innsbruck, in appoggio alla medaglia d’oro Hirschi, racconta anche di quanto potrebbe diventare un protagonista anche in ottica corse di un giorno. Alla Dimension Data avrà tutto il tempo e lo spazio per mettersi in mostra, provando magari già da quest’anno a fare classifica in qualche breve corsa a tappe, in attesa di puntare al sogno Tour de France.

6: Edoardo Affini (Mitchelton-Scott)

© Sirotti

La Mitchelton-Scott si è assicurata quest’anno un altro giovane molto interessante, che sarà il secondo italiano in squadra dopo Matteo Trentin. Il 22enne mantovano, che ha passato le ultime due stagioni a formarsi nelle fila della SEG Racing Academy, è un talento a volere atipico nel panorama azzurro: passista di grande prospettiva, è tra i cronomen più vincenti a livello giovanile. È Campione italiano Under 23 in carica sia in linea che a cronometro, specialità nella quale è anche Campione europeo e ai massimi livelli mondiali (è arrivato 4° a Innsbruck). La squadra australiana è quindi l’ideale per imparare ad ambire a grandi obiettivi fin dall’esordio nel professionismo. Ci si aspetta infatti molto negli anni a venire a questo ragazzo che si ispira a Fabian Cancellara e che sogna di vincere la Parigi-Roubaix.

7: Robert Stannard (Mitchelton-Scott)

© 2018 GreenEDGE Cycling

Figlio della nouvelle vague del ciclismo australiano, questo ha compiuto 20 anni da pochi mesi, ma si è dimostrato tra gli under 23 più convincenti in salita. Già approdato nel team nel corso della passata stagione, ha vissuto un 2018 di assoluto livello, dimostrandosi tra i migliori scalatori della sua generazione, ma non solo. Terzo al Giro d’Italia U23, vincitore al Giro del Belvedere e al Piccolo Giro di Lombardia, oltre che spesso con i migliori al Tour de l’Avenir (seppur con un tracollo finale), ha infatti concluso in terza posizione anche il Giro delle Fiandre di categoria, lasciando intuire un talento più completo di alcuni suoi rivali, cavandosela anche piuttosto bene a cronometro. Profilo perfetto per le corse a tappe, in squadra avrà molti esempi da seguire per cominciare a scalare la lunga vetta che può portare all’eccellenza.

8: Harry Tanfield (Katusha-Alpecin)

© Tour de Yorkshire

Non uno dei nomi più altisonanti tra i giovani, ma il potente corridore britannico ha un profilo interessante e da subito potrebbe farsi notare nella sua nuova squadra. Classe 1994, nasce come molti connazionali su pista, ma su strada ha fatto una buona gavetta già e si presenta con un discreto bagaglio di esperienza e qualche risultato di livello. Tra questi spicca ovviamente il successo nella prima tappa del Tour de Yorkshire dello scorso maggio, ma anche due argenti contro il tempo (ai campionati nazionali e ai giochi del Commonwealth) che ne confermano una interessante competitività. Il pavé potrebbe essere un terreno perfetto per esprimere tutta la potenza dei suoi 190 centimetri e in questa squadra potrebbe subito avere abbastanza spazio per esprimersi, sorprendendone più di uno.

9: Jonathan Caicedo (Education First)

Tra i meno giovani a compiere il grande salto, questo 25enne ecuadoriano sbarca in una squadra di prima fascia come la Education First con un biglietto da visita di tutto rispetto. Vincitore della Vuelta a Colombia, si è fatto una bella gavetta nel paese degli Escarabajos, riuscendo lo scorso anno anche a farsi notare in Europa con alcuni buoni risultati come il secondo posto alla Vuelta Asturias, battuto solamente dal connazionale Richard Carapaz, e il terzo alla Vuelta de Madrid. Niente di clamoroso, ma conferme di essere in grado di dire la sua sin da subito. Classe 1993, è considerato ancora abbastanza grezzo e può avere margini di progressione interessanti, superiori a quelli di suoi coetanei che hanno già esordito prima tra i professionisti. Da subito non può più competere per la maglia bianca, ma potrebbe essere tra quelli subito in grado di lasciare il segno in corsa.

10: Alejandro Osorio (Nippo-Fantini-Faizanè)

© Tour de l’Avenir

Classe 1998, fa parte della nuova vague del ciclismo colombiano, che anche quest’anno vede numerosi talenti approdare in Europa. Inizialmente destinato alla Astana, l’oramai ex corridore della GW – Shimano è poi passato con la Nippo – Fantini – Faizanè, che potrebbe trovare in lui quello scalatore di talento che è sembrato mancare in queste stagioni. Nel Vecchio Continente sinora non si è visto molto, ma nelle sue poche apparizioni è stato sempre in grado di lasciare il segno, conquistando una tappa al Giro d’Italia U23 e la maglia a pois al Tour de l’Avenir. In Italia ha anche indossato la maglia di leader per alcuni giorni, lottando sino a chiudere in sesta posizione, mentre in Francia ha corso più da attaccante, come potrebbe essere sin da subito il caso con la sua nuova squadra.

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Un commento

  1. Curioso di scoprire il primo posto nella lotta tra remco evenepoel e mathieu Vdp, considerando solo il 2019 scelgo Vdp, invece in proiezione negli anni successivi credo nessuno possa eguagliare evenepoel tra i prospetti che passano professionisti quest anno

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