Giro d’Italia 2019, Presentazioni Squadre: Bardiani-CSF

Il Giro d’Italia 2019 per dare una volta alla stagione. La Bardiani-CSF si appresta a cominciare quello che per loro è l’appuntamento più importante dell’anno, ancor di più dopo un inizio di stagione non troppo convincente, con una sola vittoria all’attivo. La formazione di Bruno e Roberto Reverberi, dopo l’addio di Giulio Ciccone, non ha ancora trovato un corridore che possa essere garanzia di risultati, ma la Corsa Rosa rappresenterà una vetrina importante per i tantissimi giovani presenti nel roster del GreenTeam, tre dei quali all’esordio in un Grande Giro.

Le scelte sono state coraggiose, visto che sono stati lasciati a casi quelli che sulla carta sarebbero dovuti essere i punti di riferimento della squadra, vale a dire Andrea Guardini, Luca Wackermann e Vincenzo Albanese. Al loro posto si è optato per la spensieratezza di alcuni giovani, che partiranno con meno pressioni. L’uomo più in forma, dal quale ci si attende qualche exploit, è sicuramente Giovanni Carboni, che si è visto sfuggire la Top 10 al Tour of the Alps per una caduta nell’ultima tappa. Il marchigiano è un ottimo scalatore, che tra i professionisti non è ancora riuscito a mostrare del tutto le sue qualità. Mai come in questa edizione del Giro, però, avrà l’opportunità per concentrarsi su se stesso e andare a caccia di un risultato personale prestigioso. Lo stesso vale per Manuel Senni che, arrivato in Bardiani lo scorso anno dopo un lungo apprendistato in BMC, non è ancora riuscito a ripagare la fiducia che la dirigenza aveva riposto in lui. Tornato alle corse al Giro di Sicilia dopo la rottura della mano a febbraio, il 27enne di Cesena sta pian piano ritrovando la condizione, che spera possa tornare ad essere al 100% col passare delle tappe del Giro. Per la squadra dei Reverberi diventa fondamentale recuperarlo, così da poter sfruttare al meglio una pedina per le tappe più impegnative, soprattutto con fughe da lontano.

Prima esperienza in una corsa di tre settimane per Luca Covili e Umberto Orsini. Entrambi si esaltano nei percorsi più impegnativi, con il primo che è neoprofessionista, classe 1997, l’anno scorso è stato uno degli under 23 migliori d’Italia e sarà il più giovane nel roster del GreenTeam. Il secondo, campione italiano juniores nel 2012, è al secondo anno da professionista, ma non è ancora riuscito a far valere le sue qualità. Miglior palcoscenico del Giro d’Italia, per cominciare a farsi conoscere, però non c’è.

Chiamati ad animare le tappe con azioni a lunga gittata saranno soprattutto Mirco Maestri e Lorenzo Rota. Il primo è ormai uno specialista, visto che lo abbiamo visto all’attacco in corse prestigiose come Tirreno-Adriatico e Milano-Sanremo, e per gli sponsor è una garanzia per avere il proprio marchio in bella vista. Alla Corsa dei Due Mari è riuscito a portarsi a casa addirittura la maglia della classifica a punti grazie ai traguardi intermedi, a conferma che se c’è da macinare chilometri al vento lui non si tira indietro. Rota torna al Giro dopo l’esperienza del 2017, che si concluse con una Top 10 nella tappa di Piancavallo. Corridore adatto a tutti i tipi di terreni, è lecito attenderselo spesso nella fuga di giornata.

Infine ci sono gli uomini veloci della squadra. Paolo Simion, vista l’assenza di Guardini, sarà chiamato a gettarsi nella mischia negli arrivi a ranghi compatti, con la speranza di portare a casa qualche piazzamento nei primi dieci e, magari, sfruttare eventualmente qualche volata caotica per provare ad inserirsi tra i primissimi. Enrico Barbin, invece, potrebbe dire la sua nei finali a ranghi ristretti ma, ancora più probabilmente, sarà a sua volta chiamato ad inserirsi nelle fughe di giornata, che raramente saranno prive di un uomo della Bardini-CSF.

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