Giro d’Italia 2026, Afonso Eulálio sempre in Rosa: “Penso che l’unico corridore che possa battere Vingegaard sia Pogačar e non è qui. Noi possiamo solo seguirlo”

Afonso Eulálio resta in Maglia Rosa alla vigilia del primo tappone alpino del Giro d’Italia 2026. Il corridore della Bahrain Victorious ha vissuto una giornata tranquilla in gruppo, lasciando prendere il largo alla fuga di giornata e limitandosi con il suo team a controllare la situazione. L’attenzione è tutta posta nella tappa di domani, la durissima frazione da Aosta a Pila, in cui il portoghese dovrà superarsi per riuscire a difendere la leadership, visto il vantaggio di soli 33” nei confronti del grande favorito Jonas Vingegaard, che lui stesso considera di un livello superiore.

“Un giorno di recupero? No, il giorno di riposo sarà tra due giorni, ma oggi è stata una tappa più tranquilla, anche se lunga – il commento di Eulálio ai giornalisti presenti, tra cui i nostri inviati – Alla fine abbiamo mantenuto la Maglia Rosa, che è la cosa più importante”.

Una giornata resa comunque dura dal caldo, che sta avendo sicuramente un ruolo sulla condizione dei corridori: “Il giorno in cui ho indossato la maglia rosa c’era la fuga, ha piovuto tutto il giorno, c’era molto freddo ed è stata una giornata molto dura per il nostro corpo. E ora stiamo correndo con 30 gradi. Sicuramente cambia molto anche per il nostro organismo. Cerchiamo di fare il massimo possibile con lo staff, con i nutrizionisti, con tutto quello che possiamo fare”.

Domani sarà la giornata potenziale chiave per le sue ambizioni in classifica, vista una tappa durissima con salite in successione: “Sarà una giornata durissima. Iniziamo con una salita molto lunga e finiamo con una salita molto lunga. Però vedremo. Spero di avere buone gambe domani e continuerò semplicemente a lottare”.

Le possibilità di resistere a Vingegaard sono però limitate, visto che è senza dubbio il più forte di questo Giro in salita, come ha voluto sottolineare il portoghese: “Jonas non ha bisogno di fare un grande attacco. Jonas è Jonas. Penso che l’unico corridore che possa batterlo sia Pogačar…e Pogačar non è qui. Noi possiamo solo seguirlo. Quando accelera, noi saltiamo. È così. Noi lottiamo dietro di lui”.

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