Giro d’Italia 2023, Giulio Ciccone: “Oggi un grande giorno per l’Abruzzo, sarà come è stato per Vingegaard a Copenaghen”

Giulio Ciccone non vede l’ora di godersi la partenza del Giro d’Italia 2023 nel suo Abruzzo. Nella giornata di oggi, infatti, è stata annunciata la Grande Partenza della prossima edizione della corsa rosa dall’Abruzzo ed è stato svelato anche il percorso delle prime tappe. Le prime frazioni non sembrano disegnate per le caratteristiche del corridore della Trek-Segafredo, che però ha già messo nel mirino la settima frazione, quella dell’annunciata tappa di Campo Imperatore, salita che conosce bene e sulla quale proverà a lasciare il segno, anche se per il momento sembra essere già molto contento del fatto che la sua regione potrà ospitare il Gran Départ.

“La Grande Partenza del Giro d’Italia è già, di per sé, un evento elettrizzante – ha esordito –  Se poi avviene nella mia regione, a pochi passi da casa, nel territorio dove sono cresciuto, le emozioni e le motivazioni sono fin da subito fortissime. Ad essere onesto, ancora fatico a mettere a fuoco quanto bello sarà quel momento. Parlando delle tappe, la cronometro di apertura sulla Costa dei Trabocchi offrirà uno scenario pazzesco e una prova super veloce. La seconda tappa, la prima in linea, offrirà un assist a chi non ha accumulato troppo distacco nella crono e giocarsi la Maglia Rosa. E’ un inizio di Giro improntato sulla velocità, in un contesto scenico e su percorsi interessanti. Non è adatto alle mie caratteristiche da scalatore, ma credo sia ovvio e giusto così. Io guarderò all’arrivo della tappa 7 a Campo Imperatore, che ben conosco. Avremo tempo di parlare di obiettivi e ambizioni più avanti. Oggi dobbiamo celebrare un grande giorno per l’Abruzzo e una fortuna per noi corridori abruzzesi. La Grande Partenza è un momento storico, forse unico nella vita. Quando arriverà, voglio godermi ogni istante”

Raggiunto poi dai microfoni della Gazzetta dello Sport, il corridore abruzzese ha fatto anche un paragone con la situazione di Jonas Vingegaard a Copenaghen alla partenza dello scorso Tour de France: “Nel vedere Vingegaard a Copenaghen ho pensato l’emozione che si potesse provare in una situazione del genere. C’era un sacco di gente, penso che era quasi normale piangere, ho pensato a cosa gli passasse per la testa in quel momento e quando ho visto la notizia del Giro in Abruzzo ho pensato a quella situazione”.

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