Giro d’Italia 2021, Remco Evenepoel: “Qui senza pressioni, voglio solo divertirmi. Il vero obiettivo è Tokyo. Nella crono di Torino andrò a tutta”

Remco Evenepoel è finalmente pronto a tornare a correre al Giro d’Italia 2021. Il corridore belga, infatti, farà il suo ritorno alla corsa rosa nove mesi dopo il terribile incidente dell’ultimo Lombardia. Nella conferenza stampa di presentazione, il corridore belga ha spiegato che non avrà obiettivi particolari, se non quello di tornare a correre e di riprendere confidenza con le corse, per poi arrivare pronto a quello che sarà al vero obiettivo stagionale, vale a dire le Olimpiadi di Tokyo 2020. Anche per questo motivo, l’ex campione europeo a crono, arriverà alla corsa rosa non ancora al 100% della forma.

“Non puoi prepararti al 100% senza gare, ma questo è un rischio che correremo – ha spiegato –  Sono contento di tornare 9 mesi dopo l’infortunio. L’obiettivo è tornare in gruppo e divertirmi, le corse mi sono mancate troppo. Per ora non mi preoccupo degli arrivi in salita e non ho comunque segnato nessuna tappa in particolare, è la prima corsa dopo mesi, non ho pressione. L’obiettivo principale sono le Olimpiadi, il Giro sarà per prepararmi a Tokyo. Non posso dire se sto meglio o sono più fiducioso dell’anno scorso, vedremo giorno dopo giorno”

I suoi programmi, comunque, di qui in avanti ricalcano quelli che aveva già pensato lo scorso anno, prima dello stop dovuto alla pandemia: “I piani per le Olimpiadi non sono cambiati molto rispetto al 2020, ma tutto dipende da come andrò al Giro. Per me è importante sentirmi bene in bici e in gruppo, perché non corro da un po’ di tempo”.

Il ventenne comunque sembra fiducioso sulla sua condizione, pur dovendo comunque aspettare le sensazioni che proverà in corsa: “Non andrò nello specifico del mio stato di forma, ma sto bene e sono entusiasta di tornare a correre. L’allenamento è andato bene, ma gli allenamenti sono diversi dalle corse. Quindi questo è un grande interrogativo per me, per il team e per tutto il mondo”.

Il vincitore dell’ultima Clasica San Sebastian ha poi commentato la ricognizione fatta ieri con Joao Almeida sulla tappa dello sterrato e ha rivelato i suoi obiettivi per la crono inaugurale: “Ieri abbiamo fatto una ricognizione io e Joao, siamo contenti del percorso di quella tappa e ci sentiamo abbastanza fiduciosi, è adatta a noi. Non abbiamo fatto ricognizione di altre tappe, conosciamo San Pellegrino dove abbiamo fatto un training camp l’anno scorso, e poi faremo la ricognizione delle due crono il mattino stesso. Non abbiamo avuto molto tempo. Una crono come prima corsa farà male, ma mi piace fare le crono. Anche in preparazione alle Olimpiadi è importante fare più crono possibile, quindi andrò a tutta e vedremo. Ma c’è il campione del mondo della specialità, quindi non sarà facile e poi anche noi abbiamo Rémi Cavagna”

Il nativo di Schepdaal ha poi raccontato il momento più difficile dopo l’operazione, per poi parlare del recupero e della decisione di tornare direttamente in una corsa con il Giro, dove però si presenterà con un profilo basso, anche perché troverà difficoltà mai affrontate prima: “Il momento più difficile è stato la prima volta che mi sono alzato dal letto. Davvero doloroso. Credo ci sia un video sui social, è stato il momento più doloroso della mia vita fin qui. Perché torno direttamente al Giro? Non c’era tempo per fare altre corse prima. Non abbiamo avuto fretta, non c’era motivo di fare cose affrettate. Ma come ho detto, nessuna pressione.  Non ho mai corso sopra i 2000 metri, ho fatto qualche allenamento, ma correrci una gara è diverso, soprattutto in una corsa di tre settimane”.

Infine, un commento anche sulla vittoria dello scudetto da parte dell’Inter, dove milita il suo connazionale Romelu Lukaku: “Non conosco Lukaku personalmente, ma ho fatto un camp estivo a 8-9 anni e lui era arrivato a Bruxelles per giocare nell’Anderlecht (squadra in cui anche lo stesso Evenepoel ha militato prima di passare alla bici – ndr) e ho fatto una foto con lui, questa è l’unica storia che posso raccontare. Ma ho fatto il tifo per lui”.

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