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Bahrain-Victorious, Sonny Colbrelli: “Evenepoel ha ancora da migliorare. Dopo il Mondiale vorrei fare la Roubaix”

Sonny Colbrelli si racconta da campione europeo. Il bresciano ha fatto emozionare il pubblico di Trento nella prova in linea di Trentino 2021, seguendo gli attacchi in salita del belga Remco Evenepoel per poi batterlo comodamente nella volata finale. Per il campione italiano si tratta della prima vittoria di questo prestigio con la maglia della nazionale, soltanto un paio di settimane prima del grande appuntamento con i mondiali di Fiandre 2021. A un paio di giorni dalla sua vittoria nella rassegna continentale, il lombardo si è raccontato ai nostri microfoni nell’intervista che abbiamo mandato in onda nella puntata del nostro podcast settimanale SpazioTalk, dedicata appunto agli Europei e al percorso di avvicinamento ai Mondiali.

Raccontaci com’è andata la gara e le emozioni finali.
È stata una gara tiratissima, a un certo punto non pensavo di restare con Remco. La fatica si faceva sentire, visto come siamo partiti tutto il giorno a una velocità folle. Abbiamo corso in modo tatticamente perfetto, siamo stati impeccabili. Poi ho messo la ciliegina sulla torta su una corsa molto importante, anche perché in casa c’era più pressione e voglia di fare bene. Era l’europeo e si correva in casa, quindi ci tenevo.

Evenepoel si è lamentato per la tua condotta tattica nel finale. Cosa vuoi rispondere?
Nulla, è normale. È giovane: un campione, ma ancora giovane. Ha tanto da migliorare. Ha la foga, sicuramente tanta nelle gambe, ha fatto qualcosa di incredibile in salita. Io sono rimasto passivo perché ero anche io stanco e poi ho dovuto giocarmi le mie carte. So che sono più veloce di lui, ma dietro avevo Trentin e potevo rimanere a ruota ad aspettare Matteo. Lui ha voluto tirare e ha fatto il mio gioco. Si è anche arrabbiato con me più volte, ma la mia tattica era solo vincere, non favorire anche lui per la volata finale.

Per l’Italia è il quarto europeo consecutivo. È anche un po’ la rivincita di una generazione italiana che troppo spesso si è sentita dire di avere corridori buoni ma non abbastanza forti?
Sono quattro, ma sarebbero anche potuti essere cinque: Viviani ha perso di pochissimo nel 2017. Abbiamo visto di che pasta siamo fatti. Il Mondiale sarà un’altra cosa e un altro chilometraggio. A mio avviso corse così corte danno anche più spettacolo di quelle così lunghe. Abbiamo visto che se corri 180 km lo fai pancia a terra e vai fino alla morte, invece con 250 km la gente si tiene nel finale e spara le cartucce negli ultimi 40/50 chilometri perché sa che il chilometraggio è lungo e le energie nel finale sono minori. L’importante è aver fatto vedere quello che siamo riusciti a costruire. Poi ci sarà il Mondiale. Non è semplice, ma l’importante è aver già messo quest’importante tassello.

Per te l’obiettivo principale del finale di stagione sarà il mondiale. Sai già il tuo calendario?
Correrò in Italia questa settimana, poi il Mondiale e penso di chiudere con la Roubaix. Bisognerà però vedere come saranno le mie energie, sono lì davanti già da un po’. Bisognerà vedere come verrò fuori da Mondiali e Roubaix. Se dovessi stare bene però mi piacerebbe fare corse italiane come la Tre Valli, l’Agostoni o la Bernocchi.

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