Vini Zabù, Valentino Sciotti: “Quelle di Savio argomentazioni naïf. Chi si scandalizza mi dovrebbe dire cosa c’è di scandaloso”

Valentino Sciotti non ci sta e rimanda al mittente le parole di Gianni Savio. Il proprietario dell’azienda vinicola Farnese Vini, sponsor della Vini Zabù, è stato ospite nella trasmissione di Radio Corsa e ha potuto replicare alle parole che aveva rilasciato il team manager dell’Androni (che per un imprevisto non ha potuto prendere parte alla trasmissione e dar vita un dibattito) dopo l’assegnazione delle WildCard per il Giro d’Italia 2021. Sciotti, in realtà ha parlato prima di CicloMercato, rivelando che il suo team è stato davvero vicinissimo all’ingaggio di Fabio Aru per questa stagione, prima che il corridore sardo decidesse di optare per il World Tour, scegliendo la Qhubeka Assos.

“Pozzovivo nei nostri piani futuri? Non siamo a questo livello di definizione, siamo sul mercato, guardiamo e quando ci sarà qualcosa di concreto poi cercheremo di fare le offerte giuste. Noi quest’anno dovevamo prendere Aru, non è un segreto. Ci piaceva molto, credevamo di essere il team per lui, il ragazzo pure era molto interessato. Poi le sirene del World Tour però sono destabilizzanti, e il ragazzo all’ultimo momento ha fatto un passo indietro. Però è pvvio che noi guardamo il mercato e guardiamo quello italiano per lo più”.

Quando si passa poi a parlare delle WildCard, Sciotti rivendica il diritto ad avere l’invito di RCS: “Il discorso è semplice, se guardiamo i meriti sportivi l’anno scorso al Giro forse siamo stati la migliore tra le Professional a livello di risultati, nonostante la sfortuna si sia accanita su di noi con transenne volanti (il riferimento è all’infortunio di Luca Wackermann – ndr) e all’indisposizione fisica di Visconti. A livello di classifiche UCI siamo la seconda, ma a un’incollatura dalla prima, se ne invitano tre, non mi pare uno scandalo che ci siamo noi, mi pare una cosa abbastanza naturale. A livello di progetto sportivo, se prendi un ragazzo di 26 anni con 62 vittorie, tre secondi posti al Giro e un terzo alla Vuelta l’anno scorso , non mi pare non avere un progetto sportivo. Se rincorri quello che è forse il terzo o il quarto migliore scalatore oggi in Italia, perché lo vuoi recuperare e che ha un palmares di tutto prestigio e soltanto trent’anni, non mi pare che non hai un progetto sportivo. Ma chi si scandalizza mi dovrebbe dire cosa c’è di scandaloso. Il problema è un altro, è che forse il team più giovane deve scomparire, io la penso in modo diverso”.

Sciotti poi chiede che venga ampliato il numero di WildCard a disposizione degli organizzatori, e non solo in casi eccezionali come quello di quest’anno: “Per me il Giro lo deve correre chi lo vuole correre, chi viene con ciclisti che hanno voglia di dare battaglia. Le Wild Card non devono essere due, o tre in via eccezionale, ma almeno dieci e a quel punto non ci sarebbe questo casino, l’organizzatore invita chi vuole, ma di sicuro il ciclismo italiano crescerebbe, perché con dieci inviti uscirebbero almeno altre 3-4 Professional, ritorneremmo indietro nel tempo. Non è che se io ammazzo un altro team, sono cresciuto io, no, sono rimasto là dov’ero.

Alla fine poi arriva la risposta a Gianni Savio: “Mi dispiace che Gianni abbia preso questa posizione, tra l’altro con argomentazioni molto naïf, a un certo punto si è messo a parlare di doping, di un ciclista che fino al giorno prima correva con te (qui comincia a rivolgersi a Savio dandogli direttamente del tu – ndr), o sapevi qualcosa e se sapevi non me l’hai detto, ti devo denunciare per omessa denuncia? Tu non puoi sapere e non dici. Oppure ho preso un ciclista con la stessa buona fede tua e ci fai anche lo svelto? Ma perché dobbiamo farci del male? Dobbiamo pensare a far crescere il settore, non a pensare uno contro l’altro. A me se un team chiude si spezza il cuore, che sia di Basso, di Reverberi o di Gianni Savio, perché oltre che essere uno sponsor sono anche un appassionato. A me dispiace perché l’ho anche chiamato Gianni stamattina per dargli la mia solidarietà, ma aveva il telefono staccato, io sono fatto così, sono un po’ diverso nel settore, a me dispiace per tutti”.

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