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Alpecin-Fenix, Mathieu van der Poel: “Andrò al Tour per gli sponsor ma il mio obiettivo è l’oro a Tokyo nella MTB”

L’oro nella mountain bike alle Olimpiadi di Tokyo 2020 è l’obiettivo del nuovo anno per Mathieu van der Poel. Anche se nel 2021 il campione nazionale neerlandese su strada farà il suo debutto in un Grande Giro al Tour de France, l’appuntamento olimpico rimane in cima ai suoi pensieri. Obiettivo che aveva già per quest’anno ma, a causa dell’annullamento dei Giochi Olimpici, dovrà rimandare di un anno, dovendo però fare i conti con le inevitabili fatiche che comporterà la sua partecipazione alla Grande Boucle.

Il neerlandese è sempre grande protagonista in tutte le discipline in cui si cimenta, in questo 2020 ha vinto la sua prima Classica Monumento, il Giro delle Fiandre, e per preparare questo appuntamento ha rinunciato ai Mondiali di Imola: “Se vinci il Fiandre vuol dire che è stata la scelta giusta – ha confessato a Sporza – Ma forse ci sarei riuscito anche col Mondiale nelle gambe. Anche se dopo la Tirreno avevo bisogno di un periodo di allenamento in quota”. Nessun rimpianto, dunque, per non aver preso parte alla prova iridata: “Certo che ho visto i Mondiali, ma non ero sul divano con l’idea che avrei potuto vincere. Quell’ultima salita era davvero troppo difficile. Forse in una giornata davvero super avrei potuto scollinare col gruppo di testa, anche se avrei potuto essere anche nel gruppo degli inseguitori”. 

Uno degli obiettivi principali per il suo 2021 è riuscire a conquistare la medaglia d’oro nella mountain bike alle Olimpiadi di Tokyo: “La mountain bike è ancora più specifica del cross. Sono abbastanza tecnico e nel ciclocross sono tra i migliori, ma in mountain bike sono nella fascia centrale. L’anno scorso dopo quattro anni di allenamento avevo la sensazione di essere riuscito ad arrivare al top. Lo spostamento dei Giochi per me è uno svantaggio – ha spiegato – L’anno scorso ero dove volevo essere ed ero pronto per i Giochi. Avevo corso quasi tutta la Coppa del Mondo, sapevo dove mi trovavo rispetto alla concorrenza e mi sentivo benissimo. Ora è passato un anno in cui sono stato pochissimo in mountain bike. Il sogno di conquistare l’oro olimpico non è certo svanito, ma sarà molto più difficile”. 

Anche la sua preparazione all’appuntamento olimpico cambierà, dal momento che parteciperà, per la prima volta in carriera al Tour de France: “Sì, il Tour è molto scomodo. Il Tour è secondario rispetto ai Giochi, ma non vado in Francia per stare dieci giorni e poi ritirarmi. Penso di dovere agli sponsor la partecipazione al Tour. La stagione è un puzzle difficile e non contano solo le mie ambizioni. Non sottovaluto mai l’importanza degli sponsor. Senza di loro non ci sarebbe lo sport. Ma non riesco a fare quello che voglio”.

Infine ha giurato fedeltà alla sua attuale squadra, la Alpecin – Fenix, nonostante non manchino le offerte per lui: “È possibile che resterò sempre qui, ma non escludo di cambiare. Se ci sono molte offerte? Questo di non è poi così male. Ho ancora un contratto fino al 2023 e questo spaventa la maggior parte delle squadre. Io non ho esitato un secondo a firmare quel contratto e non firmerei mai altrove per un 10 percento in più“, ha concluso ammettendo che “Patrick Lefevere non si è mai rivolto direttamente a me“.

 

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