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UCI, David Lappartient passa al contrattacco: “L’AIGCP vuole destabilizzare l’UCI e prende decisioni nell’interesse di Velon”

Continua le scintille tra UCI e associazioni delle squadre. Il presidente dell’UCI, David Lappartient, ha infatti indirizzato una lettera all’AIGCP, accusandola di provare a destabilizzare la massima istituzione del ciclismo. Oltre che all’AIGCP e a tutte le altre associazioni di squadre e corridori la lettera è stata inviata anche direttamente a tutte le formazioni Professional e World Tour e lamentava la mancanza di unità d’intenti di tutte le parti interessate. Lappartient ha ricordato gli ultimi due duri comunicati della AIGCP in cui l’UCI veniva accusata per le Classic Series e per altre questioni legate ad sicurezza e arbitraggi. Tutti tentativi deliberati, secondo Lappartient, di destabilizzare l’UCI per favorire altri.

“Ho incontrato alcuni da voi ai mondiali dello Yorkshire – è l’incipit della lettera, riportata da Cyclingnews – e avete catturato la mia attenzione con le informazioni errate che avete ricevuto da chi dovrebbe rappresentarvi. Ho anche preso nota del comunicato stampa dell’AIGCP che evidenziava la propria opposizione alla creazione delle Classic Series, che aveva approvato, nonostante nessuno degli aspetti su cui ci si era accordati in maniera unanime nel settembre 2018 siano mai stessi contestati o messi in discussione. Questo inspiegabile cambiamento di posizione può essere spiegato soltanto come un tentativo deliberata di destabilizzare l’UCI e promuovere altri interessi di cui tutti sono a conoscenza”.

Tra coloro che potrebbero tratte vantaggio da un indebolimento dell’UCI, c’è Velon, associazione che rappresenta alcune formazioni World Tour e che ha recentemente denunciato l’UCI alla Commissione Europea due volte, a ottobre e a novembre. Nella lettera Lappartient cita queste due denunce come un altro tentativo di destabilizzare l’UCI, prima di elencare 31 cose positive fatte dall’UCI a favore dei team negli ultimi anni e di ricordare che “nulla di quello che facciamo all’UCI incontra i favori dell’AIGCP e del suo presidente, prima di parlare esplicitamente di “azioni dei rappresentati dell’AIGCP prese principalmente nel solo interesse di Velon”.

In chiusura di lettera, poi, Lappartient ha invitato ancora una volta tutti a unirsi per il bene del ciclismo, invitando sostanzialmente i team a fare una scelta: “L’UCI non sarà mai sotto la dittatura di una sola delle parti in causa. Se dovremo continuare nell’interesse del ciclismo senza alcuni attori o famiglie, lo faremo, perché il nostro sport non può attendere oltre. Abbiamo già sprecato troppo tempo. […] Il ciclismo ha bisogno di una UCI forte, che ascolta le preoccupazione di tutte le parti coinvolte, e tra queste ci sono le squadre. Lo status del ciclismo come uno dei principali sport a livello globale si basa sull’unione di tutte le sue famiglie e non sulla singola avventura di una sola di queste, qualunque essa sia. “

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Un commento

  1. E’ inutile che si dimena l’UCI!Il futuro sara’ in quattro gironi con il World Tour all’apice ed ogni anno 3 squadre avanzano e tre retrocedono tramite l’accumulo di punti conseguiti da ciascun atleta dall’inizio alla fine del calendario agonistico e non tramite la ricchezza messa in strada per comprare i corridori.
    Solo in questo modo l’Androni ….dell’amico Gianni Savio potrebbe entrare a far parte dei concorsi piu’ importanti per diritto e non per grazia ricevuta.
    Le squadre,’anello debole tra Organizzatori e UCI ,per viaggiare in lungo ed in largo nel globo ,dovrebbero ricevere dei buoni contributi dalla classifica a squadre in ciascuna corsa.

    Gianfranco Di Pretoro

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