FCI, Cordiano Dagnoni sulla sicurezza: “Il casco in bici è una questione culturale. Abbiamo fatto alcune proposte al legislatore”
Cordiano Dagnoni fa il punto sulla sicurezza stradale dei ciclisti. Il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana ha sottolineato l’impegno continuo sul tema della sicurezza a 360°, sia per le gare dei corridori che per gli spostamenti in bici quotidiani dei cittadini nei contesti urbani. Per cercare di migliorare la sicurezza e far fronte ad un numero sempre maggiore di incidenti in bici, sono state avanzate delle proposte al legislatore, con un pacchetto completo di nuove norme per il Codice della strada.
“Fin dalla mia conferma alla presidenza ho voluto istituire una commissione dedicata alla sicurezza stradale – le parole di Dagnoni in un’intervista ad OA Sport – coinvolgendo figure che lavorano quotidianamente nell’organizzazione delle gare ciclistiche. È stato un lavoro lungo e complesso… Partendo dalla sicurezza in gara, per noi prioritaria, siamo arrivati al tema della sicurezza urbana”.
Tra le proposte fatte c’è quella del casco obbligatorio per tutti in strada e fino a 14 anni anche su piste ciclabili. Un’iniziativa che ha suscitato anche polemiche, per cui servirà un processo di assimilazione da parte dei cittadini: “È soprattutto una questione culturale – ha proseguito il Presidente FCI – Un tempo non si usava il casco nemmeno in moto, poi è diventato obbligatorio. Lo stesso è successo nello sci, dove oggi il casco è obbligatorio per tutti. Trovo limitante pensare che il casco debba essere utilizzato solo con la bici da corsa. All’estero non c’è l’obbligo, ma esiste una cultura che porta naturalmente a indossare il casco“.
Il pacchetto di misure inviate al legislatore comprende anche altre norme particolarmente importanti. Tra queste troviamo il divieto di sorpasso delle bici nel caso in cui non sia possibile rispettare la distanza minima di 1,5 metri, oltre che nelle zone con limite di velocità a 30 km/h. Per poter rendere più sicure le strade, si è anche proposto di inserire una norma che obblighi gli enti a realizzare spazi ciclabili delimitati da strisce ogni volta che si costruisca una nuova strada o che si provveda al rifacimento. L’altro grande tema riguarda i dispositivi di sicurezza, con la necessità di introdurre norme più stringenti, che prevedano l’obbligo per i mezzi pesanti di strumenti per il rilevamento degli angoli morti e, per le auto, di sistemi di rilevamento di bici e pedoni, oltre che di sistemi automatici di frenata.
Questi provvedimenti sono tutti particolarmente importanti per migliorare la sicurezza e Dagnoni auspica quindi che il Legislatore valuti nel complesso le proposte fatte per creare un quadro normativo ad hoc: “Si è posta a mio avviso poca attenzione sulle proposte relative i sorpassi, le distanze di sicurezza, l’implementazione dei sistemi di sicurezza su auto e mezzi pesanti e sulla richiesta di prevedere, per ogni strada che si realizza o che si risistema, spazi di percorrenza ciclabile delimitati da strisce. Quello che abbiamo avanzato è un pacchetto completo di idee che vanno giudicate nel loro insieme. Noi abbiamo avanzato queste proposte, poi spetterà al legislatore valutare e decidere”.
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