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UCI, Lappartient segue “da molto vicino” il Caso Moscon: “Non ha niente a che spartire con il ciclismo”

L’UCI tiene d’occhio Gianni Moscon. La grande promessa azzurra quest’anno si è fatta notare anche per alcuni comportamenti al limite e non sono mancate le polemiche, alcune volte con accuse che devono comunque essere verificate. Se riguardo le offese a Kevin Réza ha ammesso la sua colpa, pagandone anche le conseguenze, i problemi con la FDJ sono continuati, in particolare dopo la caduta di Sebastien Reichenbach alla Tre Valli Varesine, con lo svizzero che accusa l’italiano di averlo volontariamente fatto cadere. I due da allora si accusano non solo tramite i mezzi di informazione, ma hanno entrambi annunciato l’intenzione di adire alle vie legali.

Una situazione che il nuovo presidente della federazione internazionale sta monitorando da vicino. “Dobbiamo essere duri al riguardo – commenta David Lappartient al TimesSto controllando il Caso Moscon molto attentamente. Se, dopo aver rivolto epiteti razzisti ad un corridore, ha successivamente spinto un suo compagno fuori strada, non ha niente a che spartire con il ciclismo se si comporta in questo modo“.

D’altro canto il numero uno di Aigle non prende posizione riguardo la discussione senza aspettarne gli sviluppi, precisando comunque che questi comportamenti, nel caso fossero verificati, “sono palesemente contrari ai valori dell’UCI”. Per questo dunque Lappartient vuole seguire gli sviluppi “da molto vicino”, senza tuttavia, almeno per il momento, aver annunciato di aver aperto indagini al riguardo, lasciando dunque che sia la giustizia ordinaria, alla quale si sarebbero rivolti i diretti interessati, a fare il suo corso.

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