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UAE Team Emirates, Matteo Trentin sulla sicurezza: “Il ciclismo è ancora molto indietro rispetto ad altri sport”

Matteo Trentin torna a parlare della sicurezza dei ciclisti. Il neo corridore della UAE Team Emirates è da sempre molto attento agli aspetti che riguardano la sicurezza di tutte le persone che usano la bicicletta, non solo in corsa. Purtroppo gli episodi degli ultimi giorni, come l’incidente che ha coinvolto alcuni corridori della Bora-hansgrohe, fanno nuovamente tornare in primo piano il tema della tutela dei ciclisti sulle strade. Ma anche le misure di sicurezza durante le corse, soprattutto dopo l’incidente di Fabio Jakobsen al Giro di Polonia, sono state oggetto di diverse discussioni negli ultimi mesi.

Purtroppo sono molti gli episodi di corridori vittime di incidenti mentre si stanno allenando sulle strade, il corridore italiano racconta della sua esperienza: “Prima di tutto quando mi alleno da solo uso sempre luci davanti e dietro, è una regola di base. Purtroppo spesso si vedono persone che non rispettano le regole, ma gli incidenti possono essere anche eventi sfortunati – ha spiegato – È molto importante essere sempre molto attenti. Anche se siamo l’anello debole, dobbiamo sempre cercare di fare del nostro meglio per evitare incidenti e stare sicuri”.

Il vice campione iridato del 2019 spiega come avere buone strade, piste ciclabili e una buona segnaletica possa aiutare anche il turismo: “Ogni nazione è diversa, forse ora in Italia abbiamo più incidenti e strade peggiori. Ad esempio, intorno a Montecarlo hanno fatto strade con molti cartelli e una piccola corsia per le bici. Non ci sono nervosismi perché rallentiamo. Dovrebbe essere un argomento politico, in Italia non è qualcosa di cui si parla molto, ma è stupido perché pensiamo ai soldi che il turismo porta al Lago di Garda e in tutta Italia”.

Il corridore italiano ha parlato anche della sicurezza in corsa, tema diventato ancora più caldo dopo il terribile incidente di Fabio Jakobsen al Giro di Polonia, in seguito del quale sono state introdotte nuove misure di sicurezza che entreranno in vigore a partire dalla prossima stagione, nel corso di una riunione che lo ha visto partecipare a nome dei corridori insieme a Philippe Gilbert: “In Polonia è stato sbagliato tutto, niente di quel che è successo è stato corretto. Quell’incidente è stata la goccia che ci ha portato a discutere della questione di sicurezza. Non abbiamo parlato nello specifico del percorso, anche se tutti sanno che non possiamo finire una tappa lì. Si è parlato di cosa si può migliorare in breve e lungo termine. Credo che il ciclismo sia molto indietro a livello di sicurezza rispetto ad altri sport. Ovvio che corriamo in strada, ci sono ostacoli vari, ma penso che tutti, squadre, corridori, organizzatori e UCI devono cercare di fare del proprio meglio. Ovviamente non si possono evitare cadute e infortuni, ma possiamo lavorarci. Penso che verranno fissate alcune regole dopo quanto successo quest’anno, ma siamo solo all’inizio del cambiamento”.

Tra le nuove misure adottate, verranno rivisti gli standard per le transenne vicino al traguardo, soprattutto in caso di arrivi in volata: “Si pensava che le transenne servissero sostanzialmente per separare spettatori e ciclisti, ma non è così. Come si vede ad esempio nello skating, servono anche per evitare infortuni. L’UCI ci sta lavorando, spero che ci saranno cambiamenti già da quest’anno. L’UCI ha detto che si comincerà dalle corse WorldTour, spero che poi si possa allargare a tutto il resto”.

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Un commento

  1. Gianfranco Di Pretoro

    Finalmente Matteo anche tu parli della corsia ciclabile ben evidente sulla carreggiata.Non dara’ la sicurezza assoluta ma definisce finalmente lo spazio al ciclista.Con la banda rumorosa ai margini ,è un salvavita contro la distrazione del motorizzato.Costa pochissimo,si puo’ realizzare anche sulle strade strette perche’,quando non c’è il ciclista ,si puo’ invadere.Cosa aspetta l’ASSOCIAZIONE DEI CORRIDORI a darsi da fare presso il MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE per inserirla nel codice della strada?
    Intanto il sottoscritto si muove perche’ vi vuole bene.Ciao Gianfranco Di Pretoro

    Allegato la mia comunicazione

    Preg.ti
    MAURO Antonelli-Responsabile Segreteria Tecnica-Ministero Infrastrutture e Trasporti
    ALESSANDRO MORELLI-Presidente della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati
    EUGENIO PATANE’-Presidente della VI Commissione Mobilita’ della Regione Lazio
    GIAMPIERO ORSINI-Direttore Viabilita’ Dipartimento VII della Citta’ Metropolitana di Roma
    PIETRO CALABRESE-Assessore della Citta’ in Movimento-Comune di Roma
    CAROLINA CIRILLO-Responsabile Dipartimento Mobilita’-Comune di Roma
    FABIO PACCIANI-Responsabile Infrastrutture e Manutenzione-Comune di Roma
    VIRGINIA RAGGI-Sindaca di Roma e della Citta’ Metropolitana della Capitale
    LETTERA APERTA

    LA CORSIA CICLABILE SU TUTTE LE STRADE
    LO SPAZIO DOVUTO A CHI PEDALA

    Onorevoli Deputati,Signori Dirigenti nel settore della Mobilita’
    Chi Vi scrive è Gianfranco Di Pretoro,Presidente dell’Associazione G.D.P.,70 anni in bicicletta,giornalista appassionato di ciclismo.Nel 2019 ho pedalato per 8.000 km,70% in citta’ e 30% fuori.Tante strade con la paura dei motorizzati schizofrenici, favoriti,sicuramente, da una cultura che considera marginale la presenza dei ciclisti.La legge ci inserisce fra le utenze deboli ma ci spettano poche piste ciclabili ,tutte conquistate dopo estenuanti riunioni e lotte intestine con alcuni cittadini.Sono rarissime,poi, le ciclovie separate nelle aree metropolitane delle grandi citta’.Nell’ultimo decennio,i Comuni,hanno sempre piu’ inserito la bicicletta quale mezzo di eccellenza nella mobilita’ sostenibile,trascurando,pero’, i ciclisti che si spingono verso le borgate ai suoi margini, in direzione dei paesi vicini per le loro attrazioni paesaggistiche,in sintesi,tantissimi appassionati cicloturisti e ciclosportivi, abbandonati al loro destino nelle strade piu’ pericolose d’Italia.
    Questa affermazione non è campata in aria,lo dicono i dati Istat 2018 che sottolineano l’impennata degli incidenti stradali nelle strade extra urbane: n.36.271 incidenti + 3,4% , mentre diminuiscono nelle strade urbane (-2,9% ) e nelle autostrade(- 0,2%).
    La trascuratezza degli amministratori comunali su quest’argomento,l’opposizione di alcune associazioni cicloambientaliste, sono incomprensibili nei riguardi di persone che si muovono senza disturbare,senza avvelenare l’aria,veri e propri benemeriti della societa’,alla ricerca solo di sensazioni di liberta’.
    Lo sanno benissimo gli Olandesi,i Tedeschi,gli Svizzeri,i Danesi che non fanno mai mancare la corsia ciclabile sulla carreggiata anche se la strada è stretta 7 metri.
    Costa poco,è facile da realizzare,non da’ fastidio a nessuno,migliora la sicurezza ed il rispetto del ciclista.E’ giunto il momento di dare seguito a queste corsie anche in Italia in attesa delle ciclovie separate che comunque saranno sempre scarse !
    COSA INTENDO PER CORSIA CICLABILE “DI RISPETTO” ?
    Il sottoscritto l’ha sempre chiamata “Corsia di rispetto”per l’alto senso civico che ne deriva verso i ciclisti da parte degli altri utenti della strada.
    La corsia ciclabile(Foto 1) è una bike lane di circa 1 mt. collocabile su tutte le strade ,fuori e nei centri abitati, quando non è possibile costruire la classica Ciclovia separata dalla viabilita’ ordinaria.Ultimamente,in Olanda,per ridestare gli automobilisti distratti,tale corsia e’ delimitata esternamente dalla banda rumorosa con catarifrangente per la notte(Foto 2-3).In altre nazioni è evidenziata semplicemente da due linee sull’asfalto(Foto 4-5-6-7)
    PERCHE’ CONVIENE ?
    -Finalmente,al ciclista,gli viene riconosciuto il suo spazio su TUTTE le strade anche se strette 7 mt.La visibilita’ immediata di tale infrastruttura migliora la sicurezza di chi pedala,giorno e notte che sia(Foto 8).
    -Non limita la circolazione dei motorizzati perche’,tale corsia,in assenza del ciclista,puo’ essere invasa (Foto 9).
    -Grazie alla sua semplicita’ è molto economico impiantarla.Lo stesso vale per la sua manutenzione.
    -Il ciclista, toccato nell’interno della ciclovia, è risarcito sicuramente (In Olanda,tale argomento è ben descritto nell’Art.185 del loro Codice della strada).
    -Consente di realizzare una fitta ed utile rete ciclabile.
    COSA NECESSITA ?
    -l’inserimento di tale “Bike Lane”con le predette regole nel Codice della Strada o se possibile,nei regolamenti viari regionali e comunali.
    -Il livellamento di eventuali buche e tombini al manto stradale.
    -Il divieto assoluto di parcheggiare nell’interno della Corsia.
    -Come ogni corsia preferenziale necessita della Segnaletica verticale indicata allo scopo.
    DOVE COLLOCARE LA CORSIA DI RISPETTO ?
    Lungo le direttrici in uscita dalla citta’ verso le mete piu’ pedalate dai cicloturisti e ciclosportivi.E’ sufficiente,prima di decidere le varie direzioni,sentire le associazioni locali di ciclismo.
    Tale corsia,con il medesimo regolamento(riservata a pedoni e ciclisti,realizzata dove non si possono costruire marciapiedi e piste ciclabili.I motorizzati possono invaderla solo in assenza degli aventi diritto)puo’ essere collocata in certe strade cittadine come ad esempio Via Vigna Girelli a Roma(municipio XI-Foto 10).
    Ho sempre sostenuto che la convivenza tra ciclisti e motorizzati è impossibile per la diversa natura dei mezzi e velocita’ .La sicurezza del pedalatore la si ottiene SEPARANDOLO dalla viabilita’ ordinaria.
    La “Corsia di Rispetto” è il punto di partenza,un valido compromesso verso la sicurezza ciclistica!
    AZIONI UTILI A MIGLIORARE LA SICUREZZA DEL CICLISTA SULLA STRADA
    Premessa :i dati ISTAT evidenziano che il 40,8 % degli Incidenti 2018(n.90.313) sono stati causati da TRE infrazioni:distrazione alla guida,mancato rispetto della precedenza e velocita’ elevata.
    CONTRASTO ALLA VELOCITA’ ED ALLA DISTRAZIONE
    E’ ora di finirla con i controlli ridicoli della velocita’.I vigili segnalano la loro postazione,i motorizzati passano come lumache per poi scatenarsi subito dopo.Esistono strumenti moderni come l’Autovelox Trucam che misura a distanza la velocita’,l’uso del cellulare(ora è prevista la sospensione della patente) e le cinture slacciate.
    MEGLIO PREVENIRE CHE SUBIRE E PUNIRE
    Quasi sempre si scopre la guida alterata da sostanze vietate solo dopo l’incidente.A noi ciclisti,utenti deboli senza AirBag ,interessa assolutamente prevenire gli infortuni.
    -Ci viene in aiuto l’elettronica in auto come iBooster della Bosch che frena automaticamente il mezzo vicino al ciclista o i sensori radar a medio raggio(MRR) sulle portiere per segnalare in tempo l’arrivo del pedalatore.
    -C’è il sensore che non fa’ partire l’auto quando percepisce il tasso alcolemico alto.Lo Smart Key della Honda gia’ funziona.Altro sistema,avvisa il guidatore stanco. Peccato che non esista uno strumento simile per fermare gli esuberanti piloti cocainomani.
    Questi strumenti andrebbero resi obbligatori al piu’ presto!
    SCORAGGIARE IL PARCHEGGIO IN DOPPIA FILA
    In citta’,a causa della sosta selvaggia,i ciclisti,si espongono continuamente al passaggio delle auto piu’ veloci.I vigili dovrebbero scatenarsi con lo “Street Control” .
    PUBBLICITA’ PROGRESSO .Di seguito alcuni argomenti da diffondere:
    -Prestare attenzione all’apertura improvvisa delle portiere auto.
    -Superare i ciclisti a distanza rassicurante.Preferisco questo tipo di informazione piuttosto che spendere i soldi per riempire le strade di questa segnaletica ,impossibile da rispettare in certe strade strette(vedi Via della Magliana a Roma) e difficilmente sanzionabile quando si impatta.
    -Ciclisti,siate visibili sempre,di giorno e di notte!
    -Usate il Casco sempre!So’ benissimo che tanti ciclisti urbani si oppongono alla sua obbligatorieta’. Per esperienza personale,lo consiglio vivamente.Il casco serve di piu’ quando si va’ piano,particolarmente in citta’.Ricordo appena quell’auto uscita improvvisa dal passo carrabile,poi l’ospedale e quel casco ammaccato a cui devo la vita!
    RINNOVO DELLE PATENTI AGLI ANZIANI
    Sempre secondo i dati ISTAT 2018 una categoria che ha subito o causato incidenti è la fascia di eta’ dai 70 ai 74 anni per gli uomini e dai 70 agli 84 anni per le donne.Non poteva essere altrimenti visto come si effettua il rinnovo della patente di guida.Chi deve rinnovarla riempie un modulo in cui autocertifica il suo stato di salute.Poi la visita oculistica risibile.Una barzelletta.E’ ora che si coinvolga almeno il medico di famiglia.
    PERICOLI IMMINENTI NELLE PISTE CICLABILI
    Non basta la loro scarsa manutenzione,le infide buche,lo zig zag dei running e dei cani ,ora sono autorizzati a circolare anche le bici elettriche,i monopattini,skate ed hoverboard anch’essi a batteria.In poche parole tanta confusione che ti porta a tornare in mezzo al traffico veicolare.
    CICLODROMI NELLE GRANDI CITTA’
    I giovani adolescenti sono i veri assenti del ciclismo.Sotto i dieci anni li sottoponiamo all’educazione stradale nelle scuole per poi lasciare le loro bici in cantina.I ragazzi,hanno bisogno di incontrarsi con i compagni e scatenare la loro energia.Purtroppo,gli impianti nelle grandi citta’,riguardono altri sport e non il ciclismo,attivita’ formativa,utile per acquisire l’abilita’ di guidare un mezzo anche per il futuro.Sono certo che i ciclodromi nelle borgate attrarranno tanti giovani e porteranno finalmente un po’ di serenita’ nelle famiglie.

    Roma,6 2 2020 Gianfranco Di Pretoro
    Presidente G.D.P. a.s.d.
    Via Vigna Girelli n.25 00148
    Tel.Cell. 3280608637- Allegate n. 10 Foto esplicative

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