Trek-Segafredo, Thibau Nys alla scoperta di se stesso: “Nel 2023 farò sia classiche che brevi corse a tappe”

Thibau Nys sta cominciando il proprio avvicinamento alla stagione 2023 su strada. Dopo alcuni mesi da stagista, l’esordio ufficiale con la Trek-Segafredo è alle porte per il 20enne belga, conosciuto per lo più per le proprie prestazioni nel ciclocross. Vice-campione europeo Under 23, l’anno scorso è salito sul terzo gradino del podio nei Mondiali di categoria, viatico per una stagione tra gli Elite che finora lo ha visto portarsi a casa buoni risultati. Il passaggio alla strada, come per gli assi Wout van Aert e Mathieu van der Poel, non sarà però definitivo anche se ha già dimostrato grande potenziale vincendo nel 2021 la prova in linea degli Europei U23.

Durante il press day del ritiro di Calpe, in Spagna, è stato raggiunto da Het Niewsblad, ammette le differenze: “È tutto molto più grande. Non puoi paragonarlo in alcun modo. Quando facciamo uno stage con il team di cross Baloise Trek Lions, ci sono alcuni corridori e due meccanici e i custodi. Una piccola famiglia, che di per sé è molto bella. Ma qui è un mondo diverso, con sessanta persone solo nello staff. Temo di non riuscire a conoscerli tutti entro la fine della settimana. È un’esperienza divertente e speciale per me. Mi sento come un bambino in un negozio di giocattoli”.

Il programma su strada per il 2022 è ancora in via di definizione: “Al momento c’è una bozza approssimativa. L’intenzione è quella di smettere di correre dopo il Mondiale, per iniziare su strada alla Nokere Koerse e al GP de Denain (15 e 16 marzo, n.d.r.). Sicuramente farò anche corse a tappe brevi: il Giro del Belgio, il Giro di Vallonia, la Norvegia, il Giro di Romandia… Tutte le opzioni. Sulla strada si tratta di migliorare, fare esperienza, scoprire me stesso”.

Nonostante la giovane età ha già una discreta idea delle sue possibilità: “Sono un tipo da classiche, un vallonaro che non può gestire le grandi montagne, ma posso gestire una breve salita. Ma dipenderà da come si evolverà il mio fisico. Forse più aventi si scoprirà che sono un velocista. Personalmente non me lo aspetto, ma è possibile. Ma quello che voglio sottolineare è che voglio anche rimanere un crossista a tutti gli effetti. La strada diventerà più importante nei prossimi anni, ma non voglio ancora prendere le distanze dal ciclocross. Sento di poter crescere ancora in quella disciplina”.

Al momento, sta cercando di risolvere i problemi alla schiena: “Dopo il mio buon inizio di stagione, ho commesso l’errore di lavorare troppo poco sulla stabilità. Un errore che non rifarò. Prima della stagione volevo arrivare a un livello costante e con la schiena non posso farlo al momento, ma non è niente che non possiamo risolvere”. Sente quindi di avere ancora molto potenziale da esprimere sul fango: “Sento di poter migliorare ancora e uno stage come questo con la squadra su strada mi aiuta. Nell’ambiente in cui mi trovo adesso, crescerò comunque. Come corridore su strada e come crossista“.

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