Team DSM, Lorenzo Milesi pronto al salto fra i “big”: “Ci ha parlato della sospensione-doping che ha subìto nel 2019; non si sapeva, la sua sincerità è stata importante”

Un passo importante, per Lorenzo Milesi. Entrato a far parte all’inizio della scorsa stagione della formazione di sviluppo del Team DSM, il bergamasco avrà nell’annata alle porte spazio nella “prima squadra” della realtà neerlandese. Già nel 2022 ha corso con i grandi in qualche occasione (come nel caso della Milano-Torino), ma nel 2023 la promessa azzurra potrà confrontarsi in tante occasioni con i “grandi” del ciclismo internazionale. Un passo importante, che ne segue uno ancora più significativo, sul piano personale: Milesi ha infatti comunicato alla sua squadra che da giovane, durante il primo anno da agonista, è stato oggetto di una sospensione per doping.

A riportare il racconto della vicenda, da parte dello stesso Milesi, è WielerFlits. “Soffro di asma fin dalla nascita e ho sempre utilizzato dei medicinali per curarla e per tenere sotto controllo la situazione. Quando ho iniziato a correre in bicicletta, su consiglio della mia squadra di allora, ho cambiato uno dei medicinali, in modo da essere sicuro di non usare cose che fossero sulla lista dei medicinali vietati. Peraltro, il medicinale ‘nuovo’ funzionava anche meno del precedente. Poi, è andata comunque come non doveva”.

Dopo il Campionato nazionale Juniores a cronometro del 2019, Milesi è infatti risultato positivo a un controllo antidoping, il primo della sua vita: “Un mese dopo ho ricevuto una mail con i risultati dell’esame: positivo: dose troppo elevata di Salbutamolo. Non riuscivo a capire come potesse essere successo. Era un incubo”. Il giovane bergamasco, a quel punto, poteva scegliere se fare ricorso oppure accettare una sospensione immediata di 5 mesi. Ha scelto la sospensione, cambiando nuovamente i farmaci da usare per combattere l’asma.

Poi, ci si è messo di mezzo anche il Covid, che ha tenuto Milesi lontano dalle gare fino al luglio 2020. Il suo ritorno, però, è stato eccellente, tanto da portarlo a far parte, per il 2021, della Beltrami-Tre Colli, trampolino da cui poi ha spiccato il volo verso la DSM. La squadra, però, al momento della firma del contratto non era a conoscenza della sospensione precedente, e la cosa avrebbe potuto causare dei problemi. “Lorenzo lo ha rivelato agli allenatori durante il primo raduno invernale – ricorda Iwan Spekenbrink, general manager della formazione WorldTour neerlandese – Durante i ritiri i nostri corridori sostengono anche incontri sul tema del doping, oltre che sul funzionamento del Movimento per un Ciclismo Credibile (MPCC) e sulle limitazioni che noi stessi ci imponiamo per essere ancora più chiari e credibili. A quel punto, Milesi si è sentito sicuro di rivelare la sua storia”.

Storia dagli aspetti complicati, soprattutto per via del fatto che la DSM è membro del sopracitato MPCC, che ha norme molto rigide in tema di contratti a corridori in precedenza sospesi o squalificati: “Ne abbiamo parlato con l’MPCC – ancora Spekenbrink – E dopo il loro esame, ci è stato dato il via libera per ingaggiare Milesi. L’etica e i valori morali vanno oltre il singolo caso di doping. Era minorenne, aveva appena iniziato a correre e ha seguito il consiglio della sua squadra, cambiando una terapia medica che aveva seguito per tutta la vita prima di allora. Ha dimostrato di non voler mantenere il segreto e non tenere conto di questo aspetto avrebbe significato impedirgli di inseguire il suo sogno, cosa che avrebbe sollevato un dilemma etico”.

“La sua sincerità è stata importante per noi – chiude il dirigente neerlandese –  Abbiamo detto a Milesi che se voleva diventare un professionista con noi, avrebbe dovuto essere trasparente in merito a questa vicenda. Noi non possiamo dire cose false ai nostri sostenitori e a coloro che lavorano per noi. Lui ha fatto la sua scelta”.

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