Patrick Lefevere contro Joxean Matxin e i procuratori: “Sta diventando troppo avido. Quale agente si preoccupa ancora della carriera del proprio corridore?”
Patrick Lefevere interviene a gamba tesa riguardo le voci di CicloMercato attorno a Paul Seixas. L’esperto dirigente belga mette nel mirino prima di tutto il suo ex dipendente Joxean Matxin, criticato per il modo in cui starebbe cercando di portare il talentino francese alla UAE Team Emirates XRG. Un tempo tra gli osservatori della sua Quick-Step (tanto che all’epoca aveva criticato lo spagnolo per aver ingaggiato Tadej Pogacar nella sua nuova squadra dopo averlo scoperto mentre lavorava per lui), l’attuale esponente della compagine emiratina viene criticato dal 71enne fiammingo per un comportamento giudicato poco corretto.
“A me non importa, purché non finisca alla UAE Team Emirates – ha scritto Lefevere nella sua rubrica settimanale su Het Nieuwsblad – Scusate il termine, o forse no, ma Matxin sta diventando un po’ troppo avido come direttore sportivo. Ingaggiare Seixas quando hai già Pogacar è un comportamento ostentato. Puoi avere più soldi di chiunque altro nell’intero WorldTour, ma questo comporta una certa responsabilità e un codice etico”.
L’ex team manager della attuale Soudal Quick-Step ricorda anche un episodio specifico riguardo Juan Ayuso, avvenuto due anni fa: “Matxin era fermo dalla Saunier-Duval quando l’ho portato alla Quick Step come osservatore. Il problema è che mi è grato solo a parole, finché non gli chiedo un favore in cambio. Gli ho chiesto informazioni sulle condizioni di trasferimento di Ayuso quando era in un vicolo cieco alla UAE. Per lui c’era una clausola rescissoria di 28 milioni che non era negoziabile. Poco meno di un anno dopo, Ayuso è alla Lidl-Trek. È del tutto possibile che avessero le tasche più profonde delle mie, ma sono abbastanza certo che nemmeno loro abbiano pagato 28 milioni. Un po’ più di buona volontà nei miei confronti sarebbe stato un punto a favore di Matxin”.
A subire gli strali del vulcanico Lefevere sono anche i procuratori dei corridori: “Giocano la partita in modo molto più aggressivo rispetto a prima. Ora sono agenzie, con cinque o sei rappresentanti che vogliono tutti fare centro e promuovono costantemente i propri corridori. Forse i giornalisti cercano con più insistenza lo scoop, ma tutto viene divulgato anche per far salire il prezzo. Sparano all’impazzata come Clint Eastwood, per pochi dollari in più. Quale agente si preoccupa ancora della pianificazione della carriera del proprio corridore? È grave quando un corridore di diciannove anni crede di poter diventare il successore di Pogacar alla UAE. Pogacar stesso ha appena 27 anni. Un procuratore che cerca di vendere quella storia al proprio corridore merita l’esclusione dalla professione”.
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