Giro delle Fiandre 2026, Patrick Lefevere avvisa Remco Evenepoel: “Attenzione a mentire ai giornalisti”

Patrick Lefevere non ha realmente apprezzato la gestione di Remco Evenepoel e la Red Bull – Bora – hansgrohe riguardo la sua partecipazione al Giro delle Fiandre 2026. Il dirigente belga spiega infatti che la scelta di nascondere fino all’ultimo la presenza alla Ronde, soprattutto decidendo di mentire giorno dopo giorno al riguardo, tanto che l’ultima smentita era arrivata appena due giorni prima dell’annuncio definitivo, potrebbe nel corso del tempo rivelarsi controproducente nel rapporto con i media, aspetto che invece il classe 2000 aveva trovato in qualche modo anche divertente.

“Non voglio essere troppo severo su tutta questa faccenda, ma bisogna stare attenti a non mentire ai giornalisti – commenta nella sua consueta rubrica su Het Nieuwsblad – Io non l’ho mai fatto, e certamente non in modo così palese come hanno fatto Evenepoel e compagnia negli ultimi mesi, settimane e persino giorni. Dopotutto, c’era una sorta di codice d’onore secondo cui non ci si doveva approfittare troppo l’uno dell’altro. Mentire è pericoloso. Ci sono giornalisti permalosi e con una buona memoria”.

Altro aspetto che mostra di non aver realmente apprezzato è la dichiarazione per cui alla Soudal Quick-Step gli fosse stato impedito di partecipare al Giro delle Fiandre, quando invece Lefevere aveva più volte detto di aver spinto il suo ormai ex pupillo verso la partecipazione.  “Ho sempre pensato che fosse lui a non volerlo, ma Remco mi assicura, anche tramite un messaggio questa settimana, che sono stati i nostri allenatori a porre il veto. Non lo nego necessariamente, ma siamo onesti: era Remco a dettare legge all’interno della squadra in quegli anni. Se avesse voluto davvero, la Milano-Sanremo e il Giro delle Fiandre sarebbero stati nel suo programma”, ha spiegato in proposito l’ex numero uno del team belga.

Cosa potrebbe invece ottenere Remco Evenepoel al Giro delle Fiandre 2026 secondo Remco Evenepoel? “Limare e il pavé non saranno mai la sua specialità – risponde – Il solo fatto di salire un Koppenberg bagnato durante una ricognizione non ti rende improvvisamente uno specialista della gara. Ma ci sono anche scenari immaginabili in cui la Ronde non è una gara di posizionamento. Chi si ricorda come ha vinto Philippe Gilbert? Allora orchestrammo un colpo con tutta la squadra, che trasformò la corsa in una selezione naturale quasi fin dall’inizio. In un Giro delle Fiandre come quello, Evenepoel è da tenere in conto”.

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