Lotto-Intermarché, Jarno Widar: “Non sono un corridore da Grand Tour. Perché tutti mi vedono così? Chiedetelo ai giornalisti”

Jarno Widar è pronto alla sua prima stagione da professionista. Il giovane talento è stato ingaggiato dalla Lotto – Intermarché, che ha puntato con decisione su di lui dopo averlo cresciuto nella squadra Development della Lotto. Tra gli Under23, d’altronde, il belga è stato protagonista assoluto per più di una stagione: nel 2024 ha dominato il Giro NextGen, corsa in cui la doppietta gli è sfuggita solo per una caduta che lo ha messo ko quest’anno, nel 2025 ha vinto i campionati europei, la Freccia Vallone, la Liegi-Bastogne-Liegi, la Ronde de l’Isard, il Giro della Valle d’Aosta e due tappe del Tour de l’Avenir, che ha chiuso in seconda posizione in classifica generale, dietro solo a Paul Seixas. Adesso il passaggio tra i professionisti segna un nuovo capitolo della sua carriera.

In un’intervista a Dirèct Velo, il classe 2005 ha dichiarato: “Il mio sogno diventa realtà. Tutto quello che arriverà d’ora in poi sarà un bonus, niente è scontato. Non mi aspetto grandi cose da questo primo anno. Cercherò soltanto di fare del mio meglio e passare la stagione in sicurezza. Questa è la cosa più importante: essere capace di fare una buona stagione durante il mio primo anno tra i professionisti. Tutto il resto verrà naturalmente”.

Per quanto riguarda il suo programma Jarno Widar ha dichiarato che farà il suo debutto alla Figueira Champions Classic, per poi partecipare in Francia ad Ardèche Classic e Drôme Classic e in Italia a Trofeo Laigueglia e Strade Bianche. Più avanti, il 20enne sarà al via del Giro dei Paesi Baschi, prima di fare il tanto amato Trittico delle Ardenne e il Francoforte. Dopo un training camp, il belga parteciperà al Giro di Svizzera, alla Clasica San Sebastian e alla Vuelta a España, primo Grand Tour della sua carriera.

Proprio il debutto nella corsa spagnola ha dato modo al giovane di fare un chiarimento sulle sue caratteristiche: “Non è vero che sono un corridore da Grand Tour. È quello che tutto il mondo si aspetta da me, a giudicare da quello che leggo in giro sui giornali. Tutti pensano che voglia diventare un corridore da Grand Tour, ma amo molto di più le classiche delle Ardenne. La Freccia Vallone, la Liegi-Bastogne-Liegi… Sono corse che amo e dove vorrei fare molto bene un giorno. Perché tutti mi vedono come corridore da Grand Tour? Dovreste chiederlo ai giornalisti. Non sono io che scrivo sui giornali. Non capisco troppo quest’etichetta di scalatore puro perché tra gli Under23 le corse a tappe durano al massimo una settimana, non si può capire. Adesso inizio un capitolo totalmente nuovo. Tutto quello che è successo finora non ha più valore tra i professionisti”.

Infine una battuta sulla possibile partecipazione ai Mondiali in Canada e sul suo rapporto con alcuni connazionali: “Bisognerà parlarne con la squadra, ma è più probabile che l’obiettivo siano gli Europei in Slovenia, come gregario di Remco. Ho un bel rapporto con lui. Quando lo incontro durante l’allenamento parliamo un po’. Penso sia molto simpatico. In squadra ho Lennert Van Eetvelt, con cui mi trovo bene. Penso che io e lui siamo soprattutto dei vincenti. Cerchiamo sempre di dare il massimo in questo senso e andiamo sempre più veloce. Formiamo una bella coppia. Cerchiamo di aiutarci a vicenda e di portare dei risultati alla squadra, senza essere egoisti”.

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