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Katusha-Alpecin, Kristoff: “Son pronto per la Sanremo. Quando si arriva in volata, non ho paura di nessuno”

Reduce da un 2016 complicato, Alexander Kristoff è pronto al riscatto. In questo inizio di stagione il capitano della Katusha – Alpecin si è fatto trovare pronto, conquistando sinora quattro successi (di cui tre al Tour of Oman) e altrettanti podi, due dei quali alla recente Parigi – Nizza. Un bottino discreto, che permette al norvegese di approcciarsi alla Milano – Sanremo con fiducia nei suoi mezzi, pronto a cercare di tornare sul trono già conquistato nel 2014. “Quando ho vinto nel 2014 il meteo era pessimo, con pioggia tutto il giorno, quasi un tempo norvegese – ricorda – Molti corridori ne hanno sofferto, ma non io. Mi mancava l’esperienza per correre bene nel finale, ma con me c’era un grandissimo Luca Paolini. Mi ha guidato alla perfezione, dalla Cipressa a Via Roma. Mi ha portato al momento giusto davanti, anche dopo che aveva inseguito alcuni attaccanti”.

Se adesso il corridore lombardo non è più al suo fianco, a 29 anni il corridore scandinavo ha accumulato un’esperienza importante, che gli ha permesso di ottenere altri successi importanti, diventando uno dei corridori da classiche più completi. Chiaramente, non per questo pensa di poter fare tutto da solo, sa benissimo che, pur avendo ora “l’esperienza in prima persona”, in corsa tutto può succedere ed “è ancora importante avere un compagno con sé dopo la discesa del Poggio, può essere fondamentale”.

Questo anche perché “il ciclismo è una questione di dettagli“. Ore di corsa e possono bastare pochi secondi per perdere, magari di qualche centimetro. Un supporto è dunque essenziale. Ma in questa prospettiva bisogna anche imparare a valutare le sconfitte per quello che sono, accettando “che un corridore possa essere stato più furbo, più veloce o più forte”, costringendolo ad un piazzamento. Un po’ come successo alla recente Corsa del Sole, nella quale non è riuscito a raccogliere il successo desiderato: “Qualche volta si commettono degli errori, nella quinta tappa forse siamo arrivati davanti troppo presto, ma non sapevamo ci fosse così tanto vento frontale nel finale. Nella prima tappa ero il più veloce, ma due corridori sono riusciti ad anticipare per giocarsi la tappa. Nella seconda tappa non potevo più girare a causa del freddo, mentre nella terza tappa Bennett era semplice più forte”.

“Avrei davvero voluto vincere una tappa – ammette, trovando comunque modo di relativizzare – Non ci sono riuscito, ma quasi tutti i velocisti migliori erano alla Nizza piuttosto che alla Tirreno. Sono arrivato secondo e terzo, non è così male […] In generale non mi posso lamentare della mia condizione sinora. Sono pronto per la Sanremo“. La ex compagine russa, ora elvetica, ha piena fiducia nel suo capitano, scegliendo una selezione interamente al suo servizio, pronta a scortarlo fino alle fasi finali. Del resto, dall’anno della sua esplosione Kristoff ha raramente deluso, conquistando numerosi successi di peso (è uno dei pochissimi in gruppo ad aver conquistato più di una Monumento in carriera) e garantendo comunque, anche in stagioni non proprio eccezionali, un buon numero di successi e piazzamenti.

Tuttavia, se lo scorso anno è entrato nei dieci a Sanremo, Fiandre, Plouay, Amburgo e Mondiale, non basta per un corridore che ha saputo già vincere ad altissimo livello. E il primo ad ammetterlo è lui, con la lucidità e la consapevolezza di chi conosce i propri mezzi: “Onestamente, il 2016 non è andato come mi aspettavo. Ho concluso la stagione con 13 vittorie, ma nessuna a livello WorldTour. Sono stato male durante le classiche, la tappa al Tour mi è sfuggita per qualche millimetro e c’è stato un grosso fraintendimento in nazionale ai Campionati del Mondo. Le aspettative forse erano anche un po’ troppo alte, perché avevo vinto così tanto l’anno prima”.

Per cercare di non ripetere le delusioni della passata stagione, qualche cambiamento è arrivato sin dall’inverno. Ma anche durante l’anno vuole cercare di differenziare il lavoro rispetto a quanto fatto in passato, puntando maggiormente sul suo spunto veloce, che forse lo scorso anno aveva invece un po’ tralasciato per cercare di crescere in agilità. “Cercherò di fare più allenamento di potenza durante la stagione per mantenere il mio spunto veloce ad alti livelli”, spiega infatti, mostrandosi molto convinto delle sue potenzialità nell’esercizio. “Quando si arriva in volata, non ho paura di nessuno“, si lascia sfuggire successivamente, a conferma della grande determinazione che lo contraddistingue e della convinzione nei suoi mezzi.

Una volontà che emerge chiaramente anche dai suoi obiettivi, “più o meno gli stessi di sempre”, ovvero altissimi. “Voglio vincere una classica – proclama chiaramente – Il Giro delle Fiandre è la mia preferita, ma anche Sanremo, E3, Gand-Wevelgem o Parigi – Roubaix mi andrebbero bene”. Non sceglie certo obiettivi semplici Alexander Kristoff, che rilancia le sue ambizioni anche per la seconda parte di stagione: “Dopo una pausa, mi preparerò per il Tour de France, nel quale voglio vincere una tappa. In seguito, nel finale di stagione, ci sono ovviamente i Campionati del Mondo di Bergen, nella mia Norvegia…”

Intervista a cura di fr.mons.

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