Giro di Romandia 2019, David Gaudu: “Dopo due anni di apprendistato sento di aver un livello più alto ora”

David Gaudu raggiunte per il successo al Giro di Romandia 2019. Non solo perché questa vittoria rappresenta il primo trionfo nel WorldTour, ma anche perché si è imposto davanti a corridori di assoluto livello al termine di un confronto a viso aperto che ha visto il giovane talento della Groupama – FDJ primeggiare nettamente. Alle sue spalle l’ex iridato Rui Costa (UAE Team Emirates) e il leader della generale Primoz Roglic (Jumbo-Visma) dopo che nella salita anche il vincitore in carica del Tour de France Geraint Thomas (Team Ineos) ha provato a muoversi in prima persona. Ennesima conferma della crescita di un ragazzo che in questa stagione sta veramente dimostrando una crescita importante.

Da inizio stagione mi sento sicuramente meglio e riesco ad essere molto più regolare – spiega dopo il traguardo – Ora vediamo come andrà domani con questo arrivo in salita. Poi c’è la crono, in cui so che posso perdere molto. Non penso di potermela giocare per la vittoria finale, anzi, non ci penso proprio visto che ci sono specialisti come Roglic e Thomas. Per quanto mi riguarda penso piuttosto ad entrare nei primi dieci della generale, che sarebbe già un bel risultato”.

Malgrado il secondo posto nella generale, resta dunque con i piedi per terra il 22enne transalpino si gode finalmente in prima persona i risultati di “due anni di apprendistato” nei quali aveva spesso mostrato la sua classe giocando un ruolo importante soprattutto al servizio di Thibaut Pinot. “Ora penso di aver raggiunto un livello più alto – prosegue – Dal Giro dei Paesi Baschi mi sento bene e con la Liegi – Bastogne – Liegi ho preso ulteriormente fiducia”.

Riguardo l’arrivo odierno confessa che per quanto avesse avvertito buone sensazioni nell’arco di tutta la tappa, non pensava di poter vincere, temendo fino alla fine che qualcuno potesse batterlo. “Non era un arrivo facile – spiega – Mi sentivo bene nelle due ascese precedenti e abbiamo avuto modo di studiarlo. Siamo partiti veloci, con Thomas che ha subito accelerato ma siamo rimasti tutti lì. Poi sono partito, ma finché non ho visto il traguardo non ci credevo, temevo che qualcuno sarebbe riuscito a passarmi”.

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