Giro delle Fiandre 2026, la gioia di Tadej Pogačar: “Corsa pazza, avevo dubbi su Van Der Poel. Non volevo che Evenepoel rientrasse”
Tadej Pogačar resta imbattibile anche al Giro delle Fiandre 2026. Il corridore dell’UAE Team Emirates – XRG ha vinto per la terza volta in carriera la Classica Monumento belga, piegando nel finale la resistenza di Mathieu Van Der Poel (Alpecin – Premier Tech) e Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe), gli unici due in grado di rispondere alla prima azione nel penultimo passaggio sull’Oude Kwaremont. Per lo sloveno si tratta quindi del terzo successo in altrettante gare in questo avvio di 2026, dopo quelli alle Strade Bianche 2026 e lo storico sigillo alla Milano-Sanremo 2026. Un dominio apparentemente inarrestabile che potrebbe proseguire anche nel resto della stagione.
Nell’intervista flash dopo il traguardo, il classe ’98 ha raccontato: “Oggi è stata una corsa pazza, è stata dura per molti chilometri. Sono stato al limite spesso. Quando si è formato il gruppo davanti, sono contento che abbiamo collaborato insieme tutti quanti. È stata una buona situazione per me. Di certo non volevo che Evenepoel rientrasse davanti nel finale, so bene quanto è forte negli sforzi lunghi. Può sempre rientrare e batterti nel finale. Per questo ho cercato di mantenere il gap. Non corro molto, quindi quando corro lo faccio sempre per vincere. Finora tutto è andato perfettamente per me, posso esserne felice. Posso andare molto motivato alla Parigi-Roubaix settimana prossima, cercherò di sfruttare anche quest’occasione“.
Poco dopo, ai microfoni di CyclingProNet il vincitore di giornata ha approfondito la propria analisi. Dopo aver vinto la Milano-Sanremo e il Giro delle Fiandre, il campione del mondo può sognare di vincere tutte le cinque Monumento in questo 2026: “Non so se sarà possibile vincerle tutte in un anno, perché settimana prossima c’è quella più difficile. Farò un tentativo ma sarà difficile. Non voglio pensarci ancora, voglio pensare a una corsa alla volta e godermi la Parigi-Roubaix. Vincere una sola corsa, anche non una Monumento, è difficile nel ciclismo: anche quando hai le gambe migliori e la condizione migliore, tutto deve incastrarsi bene. Anche dopo la Sanremo e dopo oggi, non penso a vincere tutte le cinque Monumento in un anno“.
“È stata una situazione un po’ strana nel finale – ha proseguito Tadej Pogačar – Mathieu è stato molto forte sui Muri, sull’Oude Kwaremont e sul Paterberg. Abbiamo staccato Remco, ma non sapevo se Mathieu preferisse che lui rientrasse oppure no. Avevo qualche dubbio se gli importasse o meno. Io non volevo che lui rientrasse, di sicuro. Per questo ho tirato a tutta. Sappiamo che Remco è un ‘proiettile’ come corridore, se gli dai una seconda possibilità non sai mai se te ne pentirai. Stavo cercando di spezzare quell’elastico. Se ho avuto più paura di Evenepoel o Van Der Poel? Entrambi. Non sai mai in questo tipo di corse, ognuno è al suo limite e non sai mai cosa può succedere”.
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